
Due concerti. Due modi diversi di fare rock. Due emozioni fortissime. Una città, la magica Roma.
Il 21 all’Ippodromo delle Capannelle gli Afterhours si esibiscono per l’ottava volta davanti ai miei occhi, ed è senza alcun ombra di dubbio la migliore. Manuel e gli altri regalano perle su perle: cover, abbellimenti musicali di archi grazie al Gnu Quartet e più in generale una carica e una passione mai vista prima. Momenti più alti: La vedova bianca, Bungee Jumping, il discorso finale, cover di “What a wonderful world” e una “Ci sono molti modi” che mi ha ucciso per l’intesità… Ho pianto due volte durante questo concerto. E penso di aver detto tutto con questo.
Il pubblico poi è stato fantastico, tutti che cantavano e Manuel che ci lasciava spazio, fantasico. Uno dei più bei concerti della mia vita, grazie Manuel.
Il 22 si replica all’Ippodromo per l’evento motivo della mia trasferta a Roma: l’ultima data italiana del Wave Goodbye tuor dei NIN. Come spalla prima di loro gli Animal Collective e i Tv On The Radio, entrambi i gruppi molto apprezzati dal sottoscritto, specie per i loro rispettivi ultimi album.
Prima è la volta degli Animal Collective ed è una lenta agonia. La loro esibizione infastidisce e annoia. Talvolta al limite dell’inascoltabile ci hanno logorato per un’ora. Un’immensa delusione, alcuni pezzi addirittura erano quasi irriconoscibili dalla versione cd. Qualche pezzo giusto si salva, come ad esempio My Girl. Per il resto si è ringraziato Dio quando hanno smesso e hanno lasciato il palco…
Dei Tv On The Radio avevo letto bene, ma non mi aspettavo una performace così energica! E’ stato proprio un bel concerto, durato poco, ma veramente bello, trasmettevano una carica palpabile. Anche tecnicamente li ho trovati molto validi, per quanto ne capisca io. Ma forse si rendono conto che tutti sono lì per i NIN e sono quindi impazienti… ed è forse con un po’ di ironia che il cantante annuncia i NIN prima di uscire dal palco…
E poi fu il silenzio. Per un’ora. Ben un’ora per cambiare il palco. Evidenti problemi tecnici. Inizio a temere per il concerto più importante della mia vita.
Per fortuna a un certo punto tutto si spegne, parte la prima base e Trent e soci salgono sul palco!
Ora, io mi aspettavo una tracklist diversa da Milano, ma non una cosa del genere:
1.Somewhat Damaged
2.Terrible Lie
3.Heresy
4.March Of The Pigs
5.Something I Can Never Have
6.The Line Begins To Blur
7.I’m Afraid Of Americans
8.The Becoming
9.Burn
10.Gave Up
11.La Mer
12.The Fragile
13.Gone, Still
14.The Downward Spiral
15.Wish
16.Survivalism
17.Suck
18.Mr. Self Destruct
19.The Day The World Went Away
2.Terrible Lie
3.Heresy
4.March Of The Pigs
5.Something I Can Never Have
6.The Line Begins To Blur
7.I’m Afraid Of Americans
8.The Becoming
9.Burn
10.Gave Up
11.La Mer
12.The Fragile
13.Gone, Still
14.The Downward Spiral
15.Wish
16.Survivalism
17.Suck
18.Mr. Self Destruct
19.The Day The World Went Away
20.The Good Soldier
21.The Hand That Feeds
22.Head Like A Hole
21.The Hand That Feeds
22.Head Like A Hole
Encore:
23.Hurt
Molti pezzi non li avevo mai sentiti dal vivo (ed era il quarto concerto NIN a cui andavo…), altri è sempre un piacere sentirli. I miei momenti più belli del concerto: “The Line Begins To Blur “, “The Downward Spiral“, “The Day the World Went Away“.
“Hurt” come chiude il concerto facendo crollare in lacrime il Manson di turno tra il pubblico.
La band, nonostante fosse visibilemente affaticata, ha regalato una delle migliori esibizioni del tour, specie per la gloriosa scaletta.
Se questa fosse davvero l’ultima esibizione dei NIN su suolo italiano non ci si può certo lamentare.
(i link del post portano a video che ho fatto IO!!!)
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