Recensione: Shining – Blackjazz

Jazz/Black Metal/Prog

Indie Recordings, 2010
Sito Ufficiale, Rateyourmusic

Di dischi ne escono tanti, e tantissimi sono pure brutti, ma fortunatamente ogni tanto salta fuori qualcosa di folle e, in qualche bizzarra maniera, geniale.
Gli Shining (no, non i depressi svedesi) sono quattro cazzoni norvegesi che decidono di dar sfogo alla loro demenza precoce e buttare nello stesso disco Black Metal, Free Jazz, Prog e tamarrate cyber. La definizione che spesso gli vien appioppata è Avantgarde, ma io non capisco cosa voglia dire e quindi diremo che suonano Black-Jazz per Tamarri .
Agli Shining piace giocare e giocando tirano fuori dal cappello un disco un po’ Fear Factory, un po’ Zu, un po’ Atari Teenage Riot.
Black Jazz si nutre di eccessi, è un album smargiasso (solo un egomaniaco può coverizzare 21th Century schizoid man e loro, ovviamente, lo fanno!), a volte segaiolo, ma principalmente è un album divertente. E’ una sorta di rave per i deformi figli di Chernobyl.
C’è qualcosa di profondamente sbagliato in Black Jazz. La loro musica è un caos. Credo sia moralmente perseguibile unire soluzioni jazzistiche a la John Zorn con synth che definire zarri è poco. Non si vorrebbe mai ascoltare un pezzo in cui vengono buttati a caso riff industrial + basi speedcore + assoli di sax + voci che berciano numeri senza senso + soluzioni prog. Mai. E invece il risultato è immotivatamente affascinante, è un mix deviato, cervellotico, oscuro, ma godibilissimo e divertentissimo. Mi chiedo come sia un loro concerto…mi immagino questo club pieno di metallari, di amanti degli Zu in camicia fantasia e di gabber che si scannano nel mosh o si dimenano sotto cassa. Mah.
Concludendo, questo è un bel disco, un lavoro che troverà sfan sfegatati e detrattori altrettanto agguerriti, però è proprio un bel disco.

One-three-seven-five, Never 4, Never I, Wheel turn, God’s eye, Thirteen, Fish eye!
VOTO: 7

e quanto sono fighe ste maschere?

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