Morr Music
E’ tramite il basso, a dosi massicce, che Dieter Sermeus, l’uomo dietro il progetto the go find, tenta di trasmettere tutto il suo rimescolìo interiore. Ormai al terzo album, l’artista belga dimostra volontà di costanza rispetto alle esperienze precedenti e, come da suo stile, prosegue dritto nella sua strada, fatta per la maggior parte di melodie ritmicamente diluite e musicalmente attente, pur diminuendo la dose elettronica minimale caratteristica dei suoi pregressi. Il singolo, it’s automatic, è francamente deludente e non rappresenta di fatto il progetto. Perchè, per loro natura, i the go find traggono il loro spunto migliore dalle melodie malinconiche e tristemente speranzose, il cui esempio più eclatante è forse new year, il pezzo più conosciuto uscito dal loro secondo lavoro di studio. Rispetto a Stars on the wall (2007) e a Miami (2004), primo e validissimo album, questo terzo progetto piazza l’elettronica più che altro a livello di base ritmica costante, tendenzialmente a 50 BPM, frequenza che sostiene spesso una chitarra cauta e rispettosa, che spicca in rari casi, mentre al basso và il compito di penetrare più nel profondo, tracciare linee discontinue rispetto al contesto e agire sullo stomaco. Ma proprio per questa involuzione nell’aspetto più interessante dei progetti precedenti, non si può uscire dall’ascolto convinti appieno. La poetica dei the go find, se così ci si può esprimere, elabora sentimenti spesso positivi con delicatezza e rispetto, espone con semplicità desideri e disillusioni, con un livello di introspezione ed esposizione non da poco. Cosa che convince davvero forse solo in “just a common love”, con una linea vocale probabilmente troppo simile al johnny cash ripreso dai nine inch nails, ma che ben sostiene l’album. Da segnalare anche la title track e “lottery man”, ritmicamente più veloce e che rimescola gli ingredienti base con il solito approccio attento e ovattato. Ma siamo chiaramente lontani dai fasti “indietronic” di Miami e dalle conferme di Stars on the wall.In definitiva, “Everybody Knows It’s Gonna Happen, Only Not Tonight” non osa, vorrebbe restare in continuità col passato ma non si dimostra a livello dei due lavori precedenti, pur ribadendo la bontà di un progetto che in passato non ha avuto la visibilità che meritava.
voto: 6 (sul rispetto per il passato)
da “Stars on the wall”
da “Everybody knows it’s gonna happen, only not tonight”
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