Recensione: Chapel Club – Palace (+ Wintering Ep)

Shoegaze/Rock/New wave.
Loog/Universal 2011
Myspace, Sito ufficiale, Last.fm, rateyourmusic.

Erano una delle band più attese e non hanno tradito le aspettative. Dopo svariati singoli ed EP finalmente esce il primo album dei Chapel Club, londinesi doc. Il loro primo singolo, “Surfacing“, esce l’agosto dell’anno scorso e in pochissimo tempo l’hype (come al solito…) cresce, aiutato inoltre da “The Shore” scaricabile dal mese successivo gratuitamente dal sito e da un tour che li ha portati in giro per l’Europa (Italia compresa lo scorso settembre a Bologna con gli Arcade Fire e coi Modest Mouse).
Il rischio che i pezzi sentiti prima dell’uscita del disco fossero i migliori è tranquillamente scampato: l’esordio dei Chapel Club è promettente. 
Pur non inventando nulla di nuovo, i Chapel Club miscelano elementi shoegaze e new wave a quell’enorme e a tratti ormai privo di significato genere che prende il nome di indie-rock, ottenendo risultati più che apprezzabili. 
Pezzi leggeri come “O Maybe I” e “White Knghit Position” si alternano a pezzi più solenni come “The Shore” e “After The Flood”, tutti accomunati da sporchi chitarrismi lunghissimi e trascinanti, mentre sono più rari i riff accattivanti (alla Arctic monkeys, per intenderci), senza per questo però perdere in orecchiabilità.
Immancabili poi le influenze new wave come è evidente in “Five Trees” e la sopracitata “O Maybe I“.
Vero marchio di fabbrica della band è la voce, molto profonda e avvolgente, anni luce dalle monotòne voci della maggior parte della band indie in circolazione: “The Shore” è la prova lampante di questa indubbia validità. 
In conclusione l’album dei Chapel Club è tanto difficile da descrivere senza banalizzarlo quanto piacevole da ascoltare e profondo abbastanza per avere il piacere di sentirlo più e più volte, fino a canticchiarlo nei momenti più improbabili (ad esempio ad un esame al posto di una risposta alla domanda del docente).
Nota accessoria:  all’edizione limitata del cd è allegato “Wintering”, Ep contenente le prime canzoni rilasciate dalla band tra le quali si distingue la romantica “Roads”.

Artisti simili consigliati: The Horrors, White Lies.

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