Slumberland, 2010
Myspace

Trovare informazioni sui Weekend è stata un’ardua sfida contro l’ignoto. Non solo questo Sports è il loro primo album (preceduto da due 7″ e un 12″ usciti per etichette che definire sconosciute è far loro un complimento), ma si scelgono anche un moniker e un titolo banalissimi…per lo meno ora ho un sacco di idee su come passare un salutare fine settimana…
I Weekend arrivano da San Francisco e con il loro primo album decidono di tentare il tutto per tutto, creando un opera decisamente ardita. Sports suona come una commistione fra dissonanti chitarrismi shoegaze, secchi momenti post-punk e riminescenze “sonicyouthiane”. La chitarra di Kevin Shield è il fulcro attorno a cui tutto gira: sempre distortissima, è in grado di fondersi fra riverberi e feedback per poi risorgere più aspra che mai. La robusta base ritmica permette di non perdersi (o annoiarsi) in mezzo a tutto questo frastuono, mentre la voce di Shaun (???) echeggia, ulula e si trascina, tuffandosi e riaffiorando dal mare delle distorsioni.
La musica dei Weekend è buia, cupa, spesso confusionaria (ma in un senso ambiguamente buono). Pezzi come Summer Coma e Youth Haunts con le loro esplosioni noise e il chitarrismo distorto ricordano i primi Jesus and Mary Chains. Monongah WV e Age Class sono invece contraddistinte da una struttura tipicamente post-punk e sostenute da un basso ritmatissimo e quasi funk. La bellissima Veil riunisce queste due anime, fondendo momenti rocciosi e aperture a cavallo tra lo shoegaze e il post-rock.
Sports è un disco che mi ha stupito e che stupisce ancor più se si pensa che è la prima prova del gruppo. Viste le premesse, credo ci si possano aspettare ottime cose da questi Weekend!
(il 22 febbraio saranno a Milano!)
VOTO: 7.5
Ed ecco il bizzarro (e secondo me bellissimo) video di Monday Morning + Monongah WV:
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