La tempesta dischi, Venezia 2011
Garage
Myspace
Ascolto questo disco con le mani in alto scoprendo il cuore, ferito a morte, godendo della pallottola che mi trafigge veloce.
Un altro bel disco italiano che sarà probabilmente uno dei più genuini dell’anno. Sano, violento manganello, Per Proteggere e Servire è facilmente godibile nei suoi 25 minuti: fa scuotere membra gambe e sedere col suo rock’n’roll e sgomitare e scalciare per l’attitudine punk.
Un chiaro e dichiarato bersaglio: i tutori della legge. I furbetti sapranno ben giustiziarli con sprezzante ironia, sbraitando di malcapitati sbirri infiltrati, della bizzarra necessità di ingabbiare tossici e puttane e di vesciche bellicose abituate alla fuga.
Gli Smart Cops ristabiliscono l’ordine precostituito, un ritorno al buon vecchio garage, ma non privo di originalità: affinando l’orecchio si possono trovare composizioni ben più variegate dei 4 riff da garage band, nonchè una buona scelta di suono, restando comunque fedeli ai canoni r’n’r. Le scuole furono l’hardcore e l’extreme rock’n’roll (alcuni di questi brutti sgherri già militavano nei La Piovra e With Love) che ancora si sentono nonostante la perdita di bpm. Una sirena irrompe nel primo brano, il basso incalza e inizia la danza. Semplici i ritmi, funzionali, assoli buoni per scapocciare e il microfono uno strumento d’odio… irresistibili. Irresistibile “Cattivo tenente”: dopo il duro impatto inizia la filastrocca, i beat e persino i battimani ritmici. Irresistibile “Vesciche in guerra”, il chitarrone che mette subito in chiaro la linea e poi un viaggio verso l’America degli ultimi 70s.
Li aspetto con trepidazione qui a Torino il 31 Marzo allo Spazio211, pronto a prendere le botte.

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