Darren Aronofsky, 2010
Drammatico/Noir/Thriller Psicologico
Imdb, Mymovies
Con quasi due mesi di ritardo rispetto agli USA arriva anche nelle nostre sale l’attesissimo nuovo film di Darren Aronofksy, Il Cigno Nero (Black Swan).
Nina (Natalie Portman) è una giovane ballerina classica fragile e delicata che, come molte sue colleghe del New York City Ballet, sogna di diventare prima ballerina nel celebre spettacolo de Il Lago dei Cigni e poter interpretare Odette, la regina dei cigni.
Ma per fare questo deve riuscire a interpretare sia il ruolo del Cigno Bianco, delicato, soave ed elegante, che il Cigno Nero, il gemello cattivo, istintivo, malvagio e seducente. Nina riesce a ottenere la parte ma per una ballerina come lei, sempre alla ricerca della perfezione tecnica e della disciplina, lasciarsi andare al proprio lato più irrazionale ed erotico per entrare perfettamente nel personaggio del Cigno Nero è tutt’altro che un’operazione semplice.
Inizia per Nina una sorta di metamorfosi psico-fisica: i suoi turbamenti, le sue paure, le sue gelosie, intensificate dall’arrivo di una ballerina da San Francisco, Lily (la sensualissima Mila Kunis), iniziano a riaffiorare, con una prepotente intensità e portano la fragile protagonista a dover affrontare i mostri del proprio passato e del proprio presente in una vera e propria battaglia interiore contro se stessa.
Il precedente film di Aronofsky, The Wrestler, era una storia perfettamente cucita su Mickey Rourke e in questo stava il suo grande potenziale, ma era povero di quegli elementi di paranoia e delirio che sono invece punti di forza delle sue due prime opere: Requiem for a Dream e π – Il teorema del delirio.
In Black Swan il regista americano riesce a creare una perfetto mix di queste caratteristiche, è forse il suo punto d’arrivo dopo tanto cinema: la macchina da presa a spalla che segue il personaggio da dietro e la perfetta fusione storia-protagonista sono la diretta continuità del precedente film, mentre l’ansia, la paranoia, la follia che percuotono l’animo di Natalie Portman sono richiami alle prime due opere dell’autore.
Quasi come se Black Swan fosse l’Ultimo film di Aronofsky, non solo in ordine cronologico, ma piuttosto in quanto in esso il regista è riuscito a fondere in maniera completa e unitaria tutto quello che ha caratterizzato ed è il suo cinema, creando un vero capolavoro.
Il giovane Darren Aronofsky (classe ’69), già premiato nel 2008 con il Leone d’Oro, è forse il regista più talentuoso tra i suoi coetanei, e pure in questa nuova pellicola dà piena dimostrazione a questa tesi.
La caraterizzazione dei personaggi e dei rapporti che li lega sono rese in modo perfetto ed efficace: il rapporto morboso e ossessivo tra la fargile Nina e una madre iperprotettiva (una bravissima Barbara Hershey), ballerina mancata che rispecchia nella figlia tutte le sue frustrazioni e i suoi fallimenti passati; il ruolo provocatorio e provocante dell’insegnate di danza, Thomas Leroy (Vincent Cassel); la crescente gelosia della giovane protagonista nei confronti della ballerina Lily, sua rivale sul palco.
Ma ciò che rende questa pellicola un vero capolavoro è la magistrale capacità di Aronofsky nel rendere il crescendo di paranoia e follia della ballerina, incapace ormai di sopportare l’ambiente che la circonda, senza mai scadere in meccanismi banali o scontati. Facendo uso di immagini allo specchio, di movimenti rapidi della cinepresa, di piccoli ma azzeccati effetti grafici, il regista riesce perfettamente a coinvolgere emotivamente lo spettatore, a farlo entrare nella psicosi di Nina e a farlo perdere in un turbinio di reale e fittizio.
Il Cigno Nero sarà uno dei protagonisti più attesi il prossimo 27 Febbraio alla notte degli Oscar con 5 nomination: Miglior Film, Miglior Regia – Darren Aronofsky, Migliore Attrice Protagonista – Natalie Portman, Miglior Fotografia e Miglior Montaggio. Non sappiamo se il film porterà a casa almeno una della statuette più ambite di Hollywood, ma speriamo almeno che venga riconosciuta l’eccezionale interpretazione di Natalie Portman che ha dimostrato negli anni della sua carriera, e non solo in questo film, di meritare a pieno titolo un Oscar.
Assolutamente consigliata la visione di questo film, un capolavoro della cinematografia degli ultimi anni, se già Aronofsky era riuscito a creare grandi opere come i suoi quattro film precendenti, in questa pellicola arriva veramente alla perfezione artistica e comunicativa. Eccezionale Natalie Portman (ma che dico, eccezionale è poco per descrivere la sua interpretazione), dimagrita, consumata e sull’orlo dell’anoressia ma magistralmente dentro al personaggio e in grado di far commuovere come poche attrici sanno fare.


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