Da qualche anno a questa parte accade sempre più frequentemente che le migliori serie tv trasmesse nell’etere provengano dal fiorente Regno Unito. Dopo i grandissimi successi di Skins e Misfits, gli autori d’oltremanica sfornano un nuovo telefilm davvero interessante: Being Human.
La serie, trasmessa da BBC Three, ha visto il suo debutto nel Febbraio 2008 con un episodio pilota seguito poi da una stagione di 6 puntate (1 ora circa a episodio) andata in onda per la prima volta il 25 Gennaio 2009 sullo stesso canale e successivamente da una seconda stagione di 8 episodi. Dal Gennaio di quest’anno è in onda sulla BBC la terza stagione (per ora sono stati mandati in onda i primi 6 episodi).
In Italia sono state trasmesse nel corso del 2010 da Steel (canale a pagamento di Premium Gallery) le prime due stagioni della serie. Mentre gli Stati Uniti, come loro solito, hanno tentato di fare un remake anche di questo telefilm, in onda da quest’anno sul canale Syfy.
Il genere della fiction è definito dalla stessa BBC “supernatural drama”, tale definizione si addice perfettamente a quello che è il telefilm ma forse rischia di essere un po’ limitativa. Sono presenti spesso, soprattutto nella seconda stagione, scene o situazioni splatterhorror e ovviamente, trattandosi di una serie televisiva britannica, non manca mai quel tocco di british comedy sagace e talvolta pungente che non stona mai.
La trama è apparentemente molto semplice: tre ragazzi si ritrovano a convivere insieme in una casa, e fin qui nulla di particolare o avvincente, ma i primissimi minuti di visione della serie ci presentano la loro principale caratteristica, cioè il fatto che siano un vampiro, un lupo mannaro ed una fantasma.
Ma quella che potrebbe sembrare una banale convivenza di convenienza, per nascondersi dal mondo in quanto mostri, in realtà si scopre essere una vera e propria fonte di amicizia che spingerà i nostri “mostri” a raggiungere il loro principale obiettivo: Being Human (essere umani).
Ed è proprio di questo che narra il telefilm: la volontà e lo sforzo di essere umani nonostante la propria condizione di disumani e la necessità di allontanarsi da quell’oscuro mondo di cui, nolenti, fanno parte.
Ma ovviamente questa operazione è tutt’altro che semplice, i tre protagonisti dovranno costantemente fare i conti con la loro natura, con il loro passato e con il loro presente, e chissà se riusciranno mai almeno ad avvicinarsi ad una condizione di normalità. Ma quel che comunque li rende determinati e non fa perdere mai, o quasi, il loro vero scopo è il sincero e profondo rapporto che li lega, forti del quale sono capaci di affrontare il mondo e qualsiasi sopresa li attenda.
La caratterizzazione dei personaggi è davvero efficace, e non ci si può non affezionare a ognuno dei tre, per motivi diversi. Si inizia odiandoli, poi ce ne si innamora, poi si odiano di nuove e così via, insomma è come se si diventasse davvero parte del gruppo soprannaturale.
Annie Sawyer (Lenora Crichlow): è un fantasma agorafobico, morta in circostanze ignote, è la “padrona di casa” e una ragazza ingenua e insicura capace al bisogno però di saper tirare fuori gli artigli, amabile micetto o coraggiosa tigre?
John Mitchell (Aidan Turner) è un vampiro di 120 anni, temerario e apparentemente mai spaventato da nulla, ha iniziato a praticare l’astinenza dal sangue, non uccide più nessun essere umano, ma la sua natura di vampiro spesso si risveglia e si fa sentire vigorosa, riuscirà a resistere per sempre alla sete?
George Sands (Russell Tovey) è un lupo mannaro da poco tempo, un ragazzo poliglotta ed estremamente intelligente è un po’ il moralizzatore della casa, non vuole accettare la sua doppia natura e cerca disperatamente di mantere le due identità separate, ma essere umani con un segreto così grande non è semplice
Nina Pickering (Sinead Keenan II) è un’ infermiera dell’ospaedale in cui lavorano Mitchell e George, innamorata di quest’ultimo, è una ragazza coraggiosa e dalla lingua tagliente che si è creata una barriera per difendersi dai fantasmi del suo passato ed all’oscuro del segreto del suo amante; riuscirà a convivere con tale peso?
Assolutamente consigliata la visione di questo telefilm e, come sempre, sono dell’opinione che sia da preferire la versione in lingua originale rispetto a quella doppiata in quanto è sempre interessante e coinvolgente sentire i diversi accenti inglesi e, visto che il telefilm è ambientato tra Bristol e il Galles, questa volta c’è davvero da divertirsi!
Alcune scene, soprattutto le ultime due puntate della seconda stagione, sono decisamente splatter e horror con litri e litri di sangue versati, per tanto chi dovesse essere particolarmente sensibile a tale tipo di scene potrebbe trovarle un tantino forti, ma in fondo è pur sempre una serie classificata anche sotto il genere “horror” pertanto le scene sono giustificate, anche se a volte un po’ fuori luogo.
Per tirare un po’ le somme di questa nuova serie tv inglese, non è sicuramente il nuovo capolavoro della televisione mondiale ma è comunque una fiction avvincente e coinvolgente, forse la storia non è delle più originali o efficaci, ma il risultato finale è un programma piacevole che si fa vedere volentieri.
Voto: 7,5
Curiosità:
-I titoli delle puntate delle prime due stagioni sono volutamente senza titolo, sono intitolati solo con un numero (es. 02×03), mentre dalla terza stagione gli episodi iniziano ad avere un vero e proprio titolo.
–L’episodio pilota prevedeva due attori diversi da quelli presenti poi nella serie per il ruolo di Annie e di Mitchell.
-La BBC ha commissionato una “online extension” chiamata Becoming Human, che è stata lanciata durante la trasmissione della corrente terza stagione.
Citazione: [“My name is Annie Clare Sawyer. And two years ago I died. But in so many ways that’s when my life began. In the company of horrors, I learned about friendship and loyalty, sacrifice and courage. Humanity isn’t a species. It’s a state of mind. It can’t be defeated. It moves mountains, it saves souls. We were blessed as much as we were cursed. In this little enclave of the lost, I witnessed the very best of being human. We were safe here. While outside, the monsters prowled.”] / [“Mi chiamo Annie Clare Sawyer. E due anni fa sono morta. Ma in un certo senso quello è stato il momento in cui la mia vita ha avuto inizio. In compagnia degli orrori, ho imparato a conoscere l’amicizia e la lealtà, il sacrificio e il coraggio. L’umanità non è una specie. E’ uno stato della mente. Non può essere sconfitta. Essa muove le montagne, salva le anime. Noi siamo stati fortunati tanto quanto maledetti. In questa piccola enclave di perduti, ho visto il meglio dell’essere umani. Siamo salvi qui. Mentre là fuori, i mostri si aggirano.”]
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