Live Report: Verdena @ Hiroshima, Torino. 04/03/11

Dopo il breve, ma già convincente, assaggio alla Fnac di Torino dello scorso 22 gennaio, finalmente arriva il giorno del concerto dei Verdena all’Hiroshima Mon Amour, ennesima data sold out per la band bergamasca.
Innanzitutto supporto per la band di supporto che non supporta! Il gruppo spalla dei Verdena non ha suonato e a sorpresa alle 22,30 sono saliti i nostri eroi.
Apertura affidata alla strumentale “Adoratorio” che ci getta subito nelle atmosfere dell’ultimo, lunghissimo, album. E proprio “WOW” è il centro del live dei Verdena e non certo solo perché è il tour promozionale del disco. Il motivo principale sembra invece il fatto che i Verdena sono immensamente cresciuti e i pezzi nuovi sono per varietà e maturità anni luce dai primi album (che poi piacciano di più o meno è un altro paio di maniche). Pezzi come “Miglioramento”, “Mi Coltivo” e “Loniterp” segnano un livello qualitativo del vivo che pezzi storici, ma forse un po’ adolescenziali, non riesco neanche lontanamente a raggiungere. 
Viene da chiedersi perché i Verdena non rielaborino i pochi pezzi vecchi che propongono, come ad esempio da anni fanno gli Afterhours. Le capacità le hanno, eccome.
Ma sia ben chiaro, è stato un concerto stupendo! La scaletta, lunghissima, ha regalato momenti memorabili: “Loniterp” dal vivo rende ancor di più della sua versione studio, i suoni martellanti di “Mi Coltivo” ipnotizzano ed esaltano, “Miglioramento” con i suoi continui cambi di ritmo diverte e sorprende.
L’inizio dell’encore con le due “Sorriso in Spiaggia” sembrano già un must per le scalette future.
Dall’album precedente pochi pezzi, ma significativi: “Isacco Nucleare” è un assalto devastante da cui è impossibile difendersi e non lasciarsi coinvolgere, mentre “Non prendere l’acme, Eugenio”, messa lì al fondo in tutta la sua stupenda lunghezza ti stronca. “Caños” e “Muori Delay” invece, due dei momenti più “leggeri” del concerto, non mi hanno soddisfatto a pieno, sopratutto “Caños”.
Andando poi ancora più indietro nel tempo da “Il Suicidio del Samurai” eseguono solo “Luna”, che pur rimanendo un pezzo glorioso comincia a mostrare i suoi anni (sempre per il discorso di prima) e “Logorrea”.
Potrei descrivere tutte le canzoni una per una, ma oltre ad essere un lavoro lunghissimo, sarebbe abbastanza inutile: i Verdena sono una band che dopo tanti anni di presenza sui palchi italiani (e non solo, ricordiamo il tour europeo con gli MGMT) non deve dimostrare nulla e pur riescono sempre a sorprendere ad ogni album.
Si spera solo che, magari dopo un primo tour promozionale, la band sia nell’esecuzione dei pezzi meno fedele all’album e più, diciamo, estrosa.
La scaletta è, più o meno, questa (mancano due o tre pezzi dei primi album, di cui non ricordo i titoli!): 
  1. Adoratorio
  2. Scegli Me (Un mondo che tu non vuoi)
  3. Per Sbaglio
  4. Nuova Luce
  5. Badea Blues
  6. Logorrea
  7. Lui Gareggia
  8. Caños
  9. Mi Coltivo
  10. Muori Delay
  11. Tu e Me
  12. Letto di Mosche
  13. Razzi Arpia Inferno e Fiamme
  14. E’ solo lunedì
  15. Miglioramento
  16. Scarpe Volanti
  17. Loniterp
  18. Luna
  19. Isacco Nucleare
  20. -pausa-
  21. Sorriso in Spiaggia pt. 1
  22. Sorriso in Spiaggia pt. 2
  23. Non prendere l’acme, Eugenio
  24. Lei disse (Un mondo del tutto differente)

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