“Sorprendentemente orribile”. E’ così che la nuova serie made-in-BBC, Outcasts, viene definita dall’autorevole critico del Daily Mirror. Fondamentalmente, questo telefilm è un concentrato di valori morali riciclati sulla base di una trama che tratta di un gruppo di esseri umani alle prese con i propri drammi psicologici ed etici.
In un futuro non molto chiaro, ci ritroviamo su di un pianeta, il lontanissimo Carpathia, battezzato con questo nome in onore storico della nave che salvò i naufraghi del Titanic. In effetti, questo pianeta è, ovviamente, l’ultima speranza per la razza umana, condannata all’esilio dal proprio stesso pianeta natale, dopo averlo depredato e devastato. L’umanità ha fallito, è colata a picco e, a bordo di astronavi colonizzatrici, s’è trasferita sulla nuova casa e non di certo per fare un pic-nic.
Fin qui, nonostante gli effetti speciali e la fotografia tutto sommato decente, Outcasts non si distingue di certo per originalità nel proprio pilot. Tuttavia, non si può nemmeno dire che non ci sia stato almeno un tentativo di rendere la storia appetibile. Il plot narrativo continua in modo piatto e noioso, con accenti sul finale di ogni puntata che hanno l’obiettivo di invogliare lo spettatore a seguire l’evoluzione della trama. Ma, puntualmente, manca quel punto in più che costringe chi si sintonizza sulla BBC a non cambiar canale. Eric Mabius, tra l’altro, nei panni dell’antagonista è poco convincente: era meglio lasciarlo alla scrivania di Ugly Betty. L’impressione lampante di chi vede Outcasts è quella di sentirsi nel mezzo di una storia poco definita, che rimane non chiara a prescindere dallo sbrogliarsi della trama. I colpi di scena sono a dir poco prevedibili e terminano con un punto interrogativo ancora più grande. Tutto ciò, non di certo per creare suspance.
Per essere una mini-serie di soli 8 episodi, gli sceneggiatori, a mio parere, non sono riusciti ad aprire e concludere la storia in modo ordinato e coerente. Hanno solo creato tanti piccoli racconti difficilmente integrabili in una trama principale che già affogava di suo. Per rimanere davvero coerenti, più che Carpathia, il pianeta avrebbero dovuto chiamarlo Titanic II. Invece di salvare dei naufraghi, hanno solo fatto affondare un vascello che aveva dei potenziali requisiti per essere stabile e straordinario.
L’impegno c’è stato, ma non è stato “varato” in modo appropriato.

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