The Weeknd – House of Balloons [Recensione]

Autoprodotto, 2011
R&B

Colpo di fulmine.

Certe volte capita eh. E’ raro, ma succede.
Al primo ascolto “House of Balloons” ti stende, non c’è scampo.
Ma vediamo prima chi c’è dietro questo progetto, The Weeknd. In realtà non c’è molto da dire: si conosce solo il nome di Abel Tesfaye il quale, prodotto da Doc McKinney e Illangelo, ha realizzato questo gioiello. Il mixtape è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale dal 21 marzo scorso ed il mondo praticamente ha saputo della sua esistenza grazie al rapper Drake, che ha twittato un link ad un suo pezzo e l’ha sponsorizzato sul suo sito.
Di lì a poco non c’è voluto molto perché la stampa specializzata si accorgesse di questo progetto e lo osannasse. Prima di THunder_score sono arrivati i vari Pitchfork, Rolling Stone, ecc, tutti egualmente entusiasti del disco piovuto dal cielo. Ma tutto questo entusiasmo è giustificato?! Ebbene sì, eccome se lo è.
L’apertura con “High For This” già è eclatante, lì per lì i suoni sordi e cupi possono ingannare e far pensare a qualcosa di simile alla dub, ma il primo orecchiabile ritornello ci porta coi piedi a terra: R&B, di quella che non si sente da un pezzo. Tutto questo enorme (e stuprato) genere ritorna prepotentemente, ornato di mille influenze di moda, dando nuova personalità e vita a queste canzoni.
La sensuale “What You Want” sarebbe perfetta come sottofondo in uno dei festini descritti spesso nei testi a dir poco lascivi (ma a modo loro anche romantici).
L’accoppiata “House Balloons/Glass Table Girl” dissipa qualsiasi dubbio si potesse ancora avere su questo progetto: nella prima parte il campionamento di “Happy House” dei Siouxsie And The Banshees viene rivestito dei ritmi r&b e lascia senza fiato. La seconda parte, strisciante, oscura ricorda non poco i Salem, altra grande sorpresa degli ultimi tempi. La musica “black”, tanto vituperata dagli “intenditori” finalmente torna a mordere, e forte.
“The Morning” col suo testo molto realista e malinconico è come una fotografia suburbana, straziante.
La fama che sta acquisendo The Weeknd la deve principalmente a “Wicked Game”, il pezzo piaciuto e linkato da Drake. Il testo è incredibile: storia di gangster, versione ghetto di un film western crepuscolare. L’antieroe, cosciente della sua condizione, inguaribilmente romantico, si rifugia nei piaceri…
Cambio di atmosfera, “The Party & The After Party” ricorda molto quell’album da cui forse tutto ciò è nato, quel “808’s & Heartbreak” di Kanye West che ha destato da un torpore troppo lungo un genere stantio.
E sempre dal mitico Kanye sembra essere ispirata la coda lunghissima in vocoder della lasciva “Loft Music”.
Chiusura con “The Knowing”, pezzo fatto quasi apposta per mettere un punto e riassumere quel che si è ascoltato nei nove brani che compongonbo questo capolavoro. C’è la sottile inquietudine oscura dei Salem, c’è tutto il Kanye di “808’s” e c’è sopratutto il nuovo cammino radioso che questo genere, come una fenice, sta prendendo.

Artisti simili: Kanye West, Salem.

Una replica a “The Weeknd – House of Balloons [Recensione]”

  1. […] The Weeknd – House of Balloon, dove definisco con una certa leggerezza “capolavoro” il primo album di quello che comunque come tutti sanno è uno dei miei artisti preferiti. Insomma, almeno sono coerente. […]

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