Nel locale il pubblico è quanto mai vario. Dal metallaro alle famigliole.
L’inizio del concerto è puntualissimo e alle 22.00 gli otto componenti dei Crippled Black Phoenix salgono sul piccolo palco, trovando ognuno il proprio spazio. L’album di recente uscito, “I, Vigilante“, è di una bellezza manifesta e la curiosità di sentirlo almeno in parte dal vivo era alta. E non è stata delusa, anzi.
Dal vivo gli otto si superano e le canzoni prendono una nuova gloriosa vita: il chitarrista si spara dei pezzi da 90, praticamente la perfezione fatta a uomo. Il cantante rende bene l’atmosfera e ha una bella voce, anche se quando a cantare è la pianista, come nella stupenda cover di Journey, viene completamente eclissato.
Su una solida base post-rock si installano mille variazioni di cui è pressoché impossibile star dietro e non si può far altro che goderne, soprattutto per quanto riguarda il nuovo album, una spanna sopra i precedenti.
Le canzoni ad ogni modo, un po’ per la loro lunghezza, un po’ per la loro struttura non certo semplice, rendono l’esperienza quantomeno provante, ma questo non è certo un problema per i fan del genere e del gruppo. Mette comunque tristezza vedere il locale svuotarsi ben prima della fine del concerto…
- Troublemaker
- Fantastic Justice
- A Lack Of Common Sense
- Goodnight, Europe
- Song For The Loved
- Of A Lifetime (Journey cover)
- The Brain / Poznan
- We Forgotten Who We Are
- 444
- Rise Up And Fight
- Burnt Reynolds
- Encore: Born for Nothing / Paranoid Arm of Narcoleptic Empire

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