Live Report: Esben And The Witch @ Spazio 211, Torino – 11/05/11

Era il 31 Gennaio quando usciva il loro album di esordio Violet Cries di cui c’eravamo già occupati e che dimostrava che gli Esben and the Witch erano e sono tutt’ora una band da tenere molto in considerazione.
Dopo un tour di sei settimane con i Foals nel Nord America, il trio di Brighton si sposta in Europa e fortunatamente arriva anche in Italia con 4 date: l’11 Maggio allo Spazio 211 di Torino, il 12 al Circolo degli Artisti di Roma, venerdì 13 al Rocket di Milano e sabato 14 al Covo di Bologna.
L’apertura porte del concerto è alle 21.30 e il locale è praticamente deserto, sono pochissimi gli ospiti ed è un peccato, perchè un gruppo come gli Esben meriterebbe sicuramente un successo più ampio anche nel nostro paese.
Sono le 23 circa, le luci si abbassano timidamente e i pochi presenti si avvicinano al palco. Entrano Thomas, Daniel e soprattutto Rachel.
Parte la musica e finalmente inizia questo attesissimo concerto, è Argyria ad avere il ruolo di incipit (così come nell’album) e quello che sembrava essere un concerto di “scarso successo” visto il ridotto numero di ospiti in realtà si scopre essere piuttosto una performance intima e piena di pathos.
Rachel, con i capelli davanti alla faccia e la schiena curva sulla grancassa, dimostra tutta la sua potenza vocale e non stona di una virgola, la sua voce è pulita e incisiva e l’energia con cui picchia sul tamburo non può lasciare indifferenti. Quello che avevano dimostrato nell’album, dal vivo lo confermano e sottolineano.
E’ ora il momento di Marching Song, singolo dell’album nonchè loro pezzo migliore, e qui le parole si sprecano. L’emozione è altissima, la pelle d’oca impera e gli Esben regalano un’eccezionale performance all’intimo pubblico torinese. Il basso, la chitarra, il tamburo e la profonda voce di Rachel si fondono perfettamente insieme e il risultato artistico è eccellente.
 
La scaletta segue i pezzi dell’intero album, con l’aggiunta di alcuni pezzi tratti dagli Ep, in un crescendo di intimità artistica e impeccabilità esecutiva. Gli Esben si scambiano gli strumenti: Rachel suona il basso, tutti e tre suonano insieme la grancassa e il piatto e il coinvolgimento musicale ed emotivo è sentito. Anche se volendo fare una piccola nota di “demerito” al trio inglese, alcuni pezzi tendono ad essere molto simili l’uno con l’altro e la ripetitività rischia di essere un fattore negativo.
Ma appena inizia a palesarsi questo pensiero, gli Esben intonano le note di Eumenides (pezzo di chiusura) e quando la musica incalza e il ritmo si fa frenetico Daniel affera la grancassa e si posiziona tra il pubblico in mezzo alla sala, Rachel afferra tra le mani il piatto e inizia il “caos”. Ritmi velocissimi, suoni potenti e definiti, l’energia si libera dagli strumenti del trio e risuona nello sterno di tutti i presenti. 
Il concerto finisce, i tre lasciano il palco e l’ovazione nasce spotanea tra gli ospiti.

Un concerto che dimostra e conferma ciò che l’album già aveva fatto pensare di questa emergente band, un debutto a cui non manca nulla per poter diventare protagonista della scena musicale internazionale. Non resta che continuare a tenere d’occhio questi giovani tre inglesi e aspettare nuove grandi soprese dagli Esben and the Witch.

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