George Nolfi, 2011
Fantascienza/Romantico
Imdb, Mymovies
Uscito il 17 Giugno scorso nelle nostre sale, I Guardiani del Destino è il debutto alla regia dell’americano George Nolfi, già sceneggiatore di film quali Timeline, Ocean’s Twelve e The Bourne Ultimatum.
Il film si ispira ad un racconto di Philip K. Dirk (autore di Do Androids Dream of Electric Sheep?, romanzo da cui è stato tratto la pietra miliare Blade Runner di Ridley Scott) intitolato Squadra Riparazioni (The Adjustment Team).
David Norris (Matt Damon), un giovane politico newyorkese, è candidato alla carica di senatore nello stato di New York. David punta tutta la sua campagna sulla freschezza della sua gioventù e su uno spiccato talento oratorio. Ma una foto goliardica, pubblicata dalla stampa, compromette la sua vittoria, assicurandogli nondimeno la simpatia, la fiducia e il voto di Elise (Emily Blunt), una ballerina promettente incontrata casualmente. Innamorati e perduti dopo un singolo bacio, David ed Elise si congedano per cercarsi e ritrovarsi lungo le strade e sugli autobus di New York. Ma il loro amore non è scritto nel Piano del Presidente, una sorta di entità superiore (un “Dio” più o meno pagano) che decide il destino degli uomini. Elise non era prevista nel percorso esistenziale di David e dunque i guardiani del destino, agenti operativi in giacca cravatta e cappello del Presidente, dovranno impedire che i due si reincontrino e che tra loro possa nascere qualcosa, in virtù di un Disegno più alto. Incapace ad accettare la realtà del Piano, David sfiderà gli ordini superiori a colpi di testa e di cuore, cercando disperatamente e in tutti modi di ottenere ciò che più desidera: stare con Elise.
In molti hanno provato a portare Philip K. Dick al cinema. Oltre al precedentemente citato Blade Runner, anche Minority Report, Paycheck e Next sono liberamente ispirati a opere di uno degli autori più seminali della letteratura di fantascienza. L’operazione non è sicuramente semplice, soprattutto se si considera la molteplicità delle idee di Dirk e la loro unicità, e come accade spesso, anche Nolfi, unico sceneggiatore del suo film, opta per dei cambi alla base del racconto originale. Lì dove c’era lo sfondo della Guerra Fredda oggi c’è la Manhattan moderna, lì dove il protagonista era un assicuratore oggi è un politico, ma soprattutto lì dove c’era una coppia sposata oggi c’è un uomo che lotta contro forze più forti di lui per iniziare una storia d’amore.
Forse il punto di forza più grande di questa pellicola è la bravura recitativa di Matt Damon che, stanato da Eastwood con Hereafter,attraversa le porte di una New York ‘liquida’ e segna il punto di passaggio: da attore del fare ad attore dell’essere. Così Nolfi svela il divo e dà piena voce ad un attore che si dimostra capace di saper recitare, e saperlo fare bene.
Nonostante una parte centrale troppo lenta e, forse, eccessivamente melensa, I Guardiani del Destino fa nascere nella testa dello spettatore degli interrogativi non facili e di certo non concilianti. Se fosse stato in grado di premere un po’ di più sull’acceleratore dell’audacia narrativa, avremmo davanti un ottimo film. Così invece siamo “solamente” davanti a un onesto prodotto sci-fi misto a elementi romantici, i quali forse tendono un po’ troppo a predominare sui primi e il risultato è piuttosto piatto e poco originale.


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