Quest’anno il programma del festival GruVillage, organizzato nel famoso centro commerciale di Grugliasco (Torino), riserva una sorpresa non da poco. Infatti nel programma di questo 2011, la data del 20/07/2011 vede sul palco la presenza degli americani Ok Go, aperti dalla compatriota Joan as a Police Woman.
Non sono ancora le 22 quando sale finalmente sul palco Joan Wasser, in arte Joan as a Police Woman, la cui bravura (già ampiamente dimostrata negli album) dal vivo viene solamente confermata e sottolineata. Per essere la “cantante spalla” degli Ok Go, i pezzi che suona sono abbastanza numerosi e, forse per un problema di impianto audio, dopo poco tempo i bassi potentissimi della sua musica dal retrogusto elettronico cominciano a farsi pesanti e il mal di testa è dietro l’angolo, purtroppo.
Ma la cantante del Connecticut ha una presenza sul palcoscenico che non può lasciare indifferenti, una voce potente e un portamento da vera artista.
Ma presto Joan lascia il palco ai veri protagonisti della serata (senza nulla togliere alla talentuosa JaPW), così dopo un “lento” cambio palco, una voce fuori campo incita il pubblico a gridare il nome degli “O K G O”.
Nonostante l’aria piuttosto fresca, l’atmosfera si riscalda in fretta e salgono sul palco Andy, Tim, Dan e Damian vestiti con giacche dai colori sgargianti.
Do What You Want ha il ruolo di aprire quello che si sarebbe presto rivelato un fantastico concerto e lo fa in maniera egregia, il pubblico è reattivo e partecipe e il clou della serata ha inizio.
Le canzoni scelte per la scaletta ovviamente sono prese prevalentemente dal loro ultimo album Of The Blue Colour Of The Sky, anche se non vengono lasciati inconsiderati nemmeno i due album precedenti Oh No e Ok Go.
Damian Kulash e Tim Nordwind, rispettivamente il cantante e il bassista, sono i due veri protagonisti dello show, spesso si lasciano andare in discorsi di presentazione poco sensati e che riscontrano non poco successo tra il pubblico, che ride divertito dalle parole della band di Chicago.
Damian si lancia pure in poche parole in italiano, giustificate da una relazione con una ragazza italiana, le quali però non hanno alcun senso logico nel contesto del concerto, come “pompelmo” e “paracadute”, e interagisce magistralmente con il pubblico con battute e gag che lasciano palesemente capire che è lui il primo a divertirsi su quel palco, fino a dare prova di tutto questo con una fantastica versione “religiosa” di Return.(suonata con delle campane, strumenti “inventati da Dio stesso” come dice Damian)
Il pubblico applaude e lo acclama, il cantante originario di Washington sa farsi amare dalla platea astante e si concede ai suoi fan come pochi artisti fanno: prende un microfono e la sua chitarra e scende nel parterre, e in mezzo alla folla dedica a tutti i presenti la bellissima e triste Last Leaf, e l’emozione a questo punto è forte e palpabile.
Tocca però ora stemperare l’atmosfera ed alleggerirla a Tim, il quale si lancia in una virtuale “avventura” intorno al mondo (proiettata sul videowall sul palco) che, con la sua ironia, diverte il pubblico e lo prepara a quel grandissimo successo che è Here It Goes Again, il cui celeberrimo video ha reso questa band conosciuta anche a coloro che non la seguivano prima, seguito poi da un pezzo tratto dal nuovo album: Skyscrapers.
L’emozione ormai è alle stelle, gli Ok Go hanno già fatto un concerto sensazionale, uno di quelli che ti rimarrà ben impresso nella memoria per molto tempo, lasciano il palco, ma non per andarsene definitivamente.
La band riacquista la propria posizione e l’Encore non poteva essere dei migliori: il primo singolo di Of The Blue Colour Of The Sky, WTF?, è il pezzo giusto per preparare il pubblico al grande finale rappresentato da This Too Shall Pass, in cui gli Ok Go collaborano e “utilizzano” i fan come coro per cantare insieme il ritornello (“Let it go this too shall pass”), il pubblico è alle stelle, canta a squarciagola, prendendosi anche i complimenti dello stesso Damian, la band è carica e il risultato è qualcosa che ti pervade il corpo intero e l’emozione è altissima. Gli Ok Go, unitamente con il pubblico, entrambi partecipi e partecipanti a questo concerto chiudono così questa meravigliosa serata, con uno dei pezzi migliori della band, con un’emozione tangente fortissima e avendo lasciato in ognuno un bellissimo ricordo di questa strepitosa performance artistica e musicale.




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