God game/Puzzle Game
Xbox 360/ PS3/ PC
Ubisoft 2011
Di From Dust se ne parla da molto tempo e la mente che sta dietro a questo gioco, Eric Chahi, ha creato alcune perle che forse in troppi hanno già dimenticato, come ad esempio Heart Of Darkness per PSOne.
Il gioco, distribuito solo in digital download (XBLA e PSN), si presenta come un god game. In maniera simile e Black & White quindi saremo una sorta di divinità che dall’alto interagisce con l’ambiente. Nella pratica però il gioco si trasforma in una sorta di puzzle game, dove gli elementi controllabili (acqua, lava e sabbia) entrano in combinazione come una sorta di morra cinese. Lo scopo del gioco è far progredire dei villaggi su ogni isola e proteggerli dalle calamità che la terrificante natura pone di fronte alla vita di questi selvaggi.
Ogni livello è costituito da un’isola diversa, sulla quale dovremo costruire un tot di totem (ognuno dei quali corrispondente ad un villaggio) prima di poter accedere al portale che ci conduce all’isola successiva. I totem, una volta eretti, ci danno alcuni poteri con cui interagire con gli elementi in maniera particolare oltre al semplice raccogliere/rilasciare un elemento. Nelle isole più grandi la strategia di risoluzione è abbastanza libera, mentre nelle più piccole e difficili non ci sono molte altre strade da scegliere oltre a quella calcolata dai programmatori: il gioco sa infatti farsi frenetico in alcune fasi, tra vulcani eruttanti e tsunami senza pietà. Il livello di difficoltà non è particolarmente alto, ma capita di dover riprovare più volte alcune isole da capo, finché non si capisce la strategia necessaria.
Tecnicamente il gioco è sorprendete. La fisica dei liquidi e la gestione dei mutamenti dell’isola è veramente impressionante. Una volta conclusa e stabilizzata la situazione su un’isola, ci si può divertire a modificarne la geografia, spostando intere parti, creandone alcune, abbattendone altre, facendo crescere la vegetazione e portando la fauna a ripopolare quelle terre. Lo stile dei selvaggi e il loro linguaggio è molto ricercato e particolare, ispirato a popolazioni aborigene.
Oltre a tutti questi aspetti tecnici ciò che colpisce maggiormente alla fine è come il tutto sia “giustificato” e spiegato filosoficamente. Sulla prima brulla isola scopriamo che gli uomini hanno perduto la conoscenza e sono alla ricerca di una terra in cui poter stare. Attraverso la musica (elemento importantissimo del gioco) gli uomini creano l’anelito di conoscenza (l’indicatore che usa il giocatore per interagire col terreno) che li aiuterà e li guiderà verso la terra promessa e la conoscenza. E’ come se in realtà stessimo interpretando la sete di conoscenza dell’uomo, fatto non poco affascinante e interessante.
Nonostante tutti questi orpelli qualche difetto il gioco ce l’ha. Prima di tutto la brevità: 15 isole e qualche sfida (esilaranti ma brevi) sono un po’ poche per 1200 MP/15€. Altro piccolo difetto sono i controlli su console, che nelle fasi più movimentate fanno rimpiangere non poco un muose e una tastiera.
From Dust sta già registrando ottimi dati di vendita, come è giusto che sia. Questi giochi, per la loro natura e per il modo in cui vengono distribuiti, spesso vengono trascurati e mai come in questo caso sarebbe un peccato.
Disponibile dallo scorso 27 luglio su Xbox, From Dust arriverà su PC a metà agosto e a settembre su PS3, non lasciatevelo sfuggire!

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