Pop/Soul/Elettronica
Peacefrog
2011
2011
I Little Dragon, giunti in breve tempo al loro terzo album, possono già vantare numerose collaborazioni. La più importante indubbiamente quella coi Gorillaz, in ben due canzoni del loro Plastic Beach, ma ricordiamo anche quella con David Sitek dei Tv On The Radio nel suo progetto da solista (Maximum Balloon) e per finire la recente Wildfire con SBTRKT.
E questo ultimo album, Ritual Union, di sicuro mette a frutto tutte queste collaborazioni. Il disco è l’ennesima prova che il cuore del pop (di ogni genere ormai) pulsa in Svezia.
Le tracce, tutte molto varie e al tempo stesso simili declinano in varie salse un mix che unisce incredibilmente aspetti dei compatrioti Knife a suoni scampanellosi e ritornelli catchy alla Psapp, tutto con una puntina disco-funky alla Scissor Sisters.
La title track è quasi un manifesto di quanto ci attende nel resto dell’album: voce soul, pop sintetico e freschezza.
Primo tormentone in stile Psapp è la breve “Little Man”.
Più disco è la situazione in “Brush The Heat”, che con il suo “fischio” di sottofondo e il suo ritmo suadente ci trascina. Donatella Rettore potrebbe tranquillamente essere la produttrice della splendida “Shuffle a Dream”.
“Please Turn” e “Crystalfilm”, mantengono entrambe ritmi più calmi, voce soul sinuosa e portano alla danzereccia e houseggiante “Precious”.
Singolo col botto, “Nightlight” è quanto di meglio han fatto i Little Dragon sino ad ora. Il ritornello, e non solo questo, san molto di Scissor Sister, ma in chiave più soul ed elettronica. Repeat e loop obbligatorio per le prime 300 volte.
“Summertearz” spiazza, ma convince. Sembrano i Knife sotto acido, ma la voce suol salva tutto.
Se proprio vogliamo trovare un difetto al disco, lo possiamo collocare in uno degli ultimi brani (l’estenuante “When I Came Out”) e nella brevità del disco, che però almeno non allunga il brodo più di tanto.
“Ritual Union” è un disco fresco, leggero e raffinato. Perfetto per l’estate, ma anche per il resto dell’anno. Difficile stancarsene.


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