Recensione: Community

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Non si tratta propriamente di una serie tv nuova, visto che la prima puntata è stata trasmessa dall’emittente statunitense NBC il 17 Settembre 2009, ma questa sitcom targata USA è sicuramente un programma che vale la pena di essere visto e recensito.
Con alle spalle già due stagioni complete, rispettivamente di 25 e 24 espisodi da 20 minuti l’uno,  il prossimo 22 Settembre NBC lancerà la terza stagione. In Italia la serie è trasmessa dall’emittente satelittare Comedy Central del pacchetto Sky, e attualmente è in onda la seconda stagione.
Creato, prodotto e diretto da Dan Harmon (co-creatore del celebre festival Channel 101 di Los Angeles), Community può essere etichettata come la classica sitcom americana, ma in realtà ha qualcosa di diverso e innovativo da altre serie quali How I Met Your Mother o Modern Family (e soprattutto non ha quelle fastidiose risate preregistrate in sottofondo, cosa che fa guadagnare sicuramente un punto in più alla serie).
La trama è molto semplice e altrettanto semplicemente contenuta nel titolo stesso. Community infatti parla delle vicende di un gruppo di studenti (e di insegnanti) all’interno del Greendale Community College, una di quelle tanto celebri quanto mal viste Università Statali americane (che anche noi europei abbiamo imparato a “disprezzare” grazie all’America che ci viene costantemente mostrata da film e telefilm), e le avventure più assurde e disparate che un’università statale può riservare.
Tutte le vicende girano intorno al protagonista della serie, Jeff Winger (Joel McHale), un 33enne snob e pieno di sè, frequenta il Greendale perchè la sua laurea in giurisprudenza è risultata essere falsa e quindi per poter continuare a svolgere la professione di avvocato, gli serve una laurea vera (e quale laurea più facile di quella presa al Greendale?!). Cinico e spietato, non ha rivali in nessun campo e la sua unica ambizione è quella di primeggiare, sempre su tutti, e in quella giungla che è Greendale sembra che questa sua superiorità sia facile da mettere in pratica.
Britta Perry (Gillian Jacobs): una ragazza con una gioventù un po’ travagliata, ha lasciato le superiori e ha “militato” in gruppi di vandali, si è unita ai corpi di pace, insomma ha fatto tutto nella propria adolescenza tranne che studiare. E’ la moralizzatrice del gruppo, spesso additata come la “buzzkill” (un modo poco elegante per indicare una guastafeste), sempre pronta a salire in cattedra per lamentarsi di qualcosa o qualcuno guadagnanosi numerosi “Who cares?!” (“Chissenefrega?!”) da parte del resto del gruppo.
Abed Nadir (Danny Pudi): è un ragazzo palestino-polacco-americano appassionato di cultura pop, soprattutto in campo cinematografico e televisivo. Vede la realtà come se fosse sempre attraverso uno schermo (piccolo o grande) perchè nella televisione, secondo Abed, ci sono delle regole, una logica, una continuità, mentre la realtà non è sempre così facile da vivere.
Shirley Bennet (Yvette Nicole Brown): cristiana fervente, è una donna madre di 2 figli che ha recentemente divorziato dal marito. Si è iscritta al Greendale per rimettersi in gioco dal divorzio e ufficialmente per commercializzare i suoi brownies. Spesso si guadagna la “poca simpatia” dei suoi compagni, ma solo per i suoi principi fortemente cristiani e una lenta capacità di accettare le religioni altrui.
Annie Edison (Alison Brie): una ragazza ligia al dovere e grande studiosa, ma che ha dovuto affrontare un forte “esaurimento nervoso” durante le scuole superiori che l’ha costretta a imbottirsi di antidepressivi.
Spesso si lascia andare in scatti inaspettati, ma è forse l’unica a difendere il gruppo e a volere che questo proceda nel migliore dei modi, sentendone in qualche modo il bisogno per poter procedere con gli studi al Greendale.
Troy Barnes (Donald Glover): ex campione di football del liceo, vive ancora all’ombra della sua fama adolescenziale, ma vivere nel mono universitario e conoscere i suoi nuovi compagni di studi gli farà aprire un po’ più gli occhi su quello che è il mondo e si scoprirà essere un ragazzo profondo e sincero.
Spesso vittima di battute razziste di Pierce, è un po l’”ebete” del gruppo, quello che ride per le cose da niente e che trova divertenti le stsupidaggini, un po’ infantile per certi aspetti. Migliore amico di Abed, con cui ha un rapporto fraterno/amichevole quasi amoroso.
Pierce Hawthorne (Chevy Chase): vive nella gloria delle “salviette rinfrescanti Hawthorne” create dal padre e che hanno colonizzato il mono delle salviette rinfrescanti. Ha 66 anni e praticamente ormai vive dentro al Greendale, è stato sposato 7 volte e ha 32 tra figli, figliastri ed “ex-figliastri” sparsi ovunque. E’ il perfido del gruppo, quello che non manda le cose a dire, quello razzista, sessista, omofobo, offensivo, scurrile, maniaco ecc ecc. Ma oltre a tutto questo è un uomo che ha vissuto una vita fatta di debolezze e frustrazioni che si è “rinchiuso” in questo personaggio per difendersi dal mondo esterno.
Quello che rappresenta Community è un nuovo modo di concepire la sitcom, un telefilm meta-televisivo, in cui le azioni che compiono i protagonisti sono commentate come se facessero parte di una serie tv. La critica alla cultura pop americana (sono presi di mira numerosi cantanti, attori, attrici, uomini e donne di spettacolo) è sempre dietro l’angolo e tagliente. E quella che sembra essere la solita stupida commedia americana, lo è, ma non è solo questo. Dentro a Community si celano riflessioni sulla vita moderna americana (e non solo), sull’amicizia, la religione, il rispetto, e quello che sembra sempre essere un momento di riflessione seria, viene spesso smontato da qualche gag ben studiata e atta al ruolo di ri-abbassare il livello del programma (non per mantenerlo stupido e senza senso, ma piuttosto perchè si vuole far riflettere ridendo della realtà): e allora ogni tanto interviene il furry fandom del preside, piuttosto che i disturbi di personalità del señor Chang (prima professore di spagnolo, poi studente), piuttosto ancora che l’abbigliamento eccentrico e “da travestito” del preside dell’università, o corsi di studio nuovi e assurdi (dal “flirtare su internet” a “navigazione nel parcheggio”, da “ceramica” a “tip tap”…). Tutte gag e situazioni che ritornano e si ritrovano sparse durante entrambe le stagioni e non diventano mai ripetitive, anzi non fanno altro che alzare il livello comico del telefilm e affezionarsi ancora di più alla serie.
I personaggi sono macchiettistici, sia quelli principali che (soprattutto) quelli secondari, i corsi universitari sono macchiettistici, tutto all’interno di Community è costruito per apparire come una presa in giro di se stesso.
Un telefilm che vale la pena (anzi mi prendo la responsabilità di dire che DEVE) di essere visto e rivisto, che diverte e fa riflettere. Insomma un programma che ha sicuramente segnato qualcosa di nuovo e che speriamo continui a divertirci per molte serie ancora.

Curiosità: Sono presenti in molti episodi dei personaggi/guest star: attori celebri nel mondo del cinema e della tv che interretano un piccolo cameo. Tra costoro ci sono nomi come: Andy Dick, Jack Black, Owen Wilson, Hilary Duff, Josh Holloway, e altri
In entrambe le stagioni sono presenti degli “episodi a tema”, in particolar modo per Halloween, per Natale e per il “Paintball” (una sfida a paintball appunto che viene organizzata, non si capisce bene perchè, a fine anno tra tutti gli studenti). Gli episodi in questione per entrambe le serie sono semplicemente fantastici, anche se nella seconda stagione il miglioramento rispetto alla prima è netto, e ciò fa sperare che nelle prossime stagioni in uscite la qualità comica del programma sia ancora superiore.

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