Recensione: Come ammazzare il capo… e vivere felici

 
Nonostante il nome che potrebbe far pensare ad una delle solite commediole usa e getta “Horrible Bosses”, ossia, “Come ammazzare il capo… e vivere felici” si rivela una rivelazione di humor nero tanto che in patria parte della critica ha accusato il film un po’ di tutto, dalla misoginia e omofobia al razzismo.
Umorismo nero miscelato ad una buona dose di volgarità con la giusta intelligenza dal regista Seth Gordon che, nonostante alle spalle non abbia una carriera cinematografica particolarmente brillante da un punto di vista televisivo, invece ha un curriculum degno di nota firmando la regia di diverse puntate delle serie tv più amate del momento come Community, Modern Family, Parks and Recreation e The Office.

L’indubbio punto di forza sta nell’alchimia del cast che vede dalla parte degli splendidi cattivi, resi ulteriormente affascinanti dalle star cinematografiche di alto livello che li interpretano: Kevin Spacey, Colin Farrell e Jennifer Aniston. A loro contrapposti ci sono volti “nuovi” per il cinema, ma dalla fama televisiva invidiabile; Jason Bateman (Ti presento i miei), Charlie Day (C’è sempre il sole a Philadelphia) e Jason Sudeikis (Saturday Night Live).
Le scene migliori sono legate al personaggio della maniaca sessuale Jennifer Aniston (ruolo che pare abbia fatto più arrabbiare certa critica americana) e che regala uno dei rari ruoli memorabili nella carriera dell’attrice.

“Come ammazzare il capo… e vivere felici” è una commedia figlia dei suoi tempi e in particolare della crisi economica in corso, come dimostra il divertente spauracchio del fallimento e della disoccupazione rappresentato dall’amico del liceo che, licenziato dopo il fallimento dei Lehman Brothers, si è ridotto a sbarcare il lunario elemosinando soldi in cambio di lavori di mano nei bagni pubblici.
In tempi come questi sognare di ammazzare il proprio capo non ha prezzo.
O forse si: il biglietto del cinema per questo film! 

Lascia un commento