Recensione: Super 8

Fantascienza 
Regia di J.J. Abrams 
2011 
Finalmente anche noi possiamo mettere le mani, anzi gli occhi, su “Super 8”, il nuovo film del genio di J.J. Abrams, accompagnato dalla solita campagna virale che precede ogni suo prodotto (molto carino il video interattivo all’interno di Portal 2) e già nelle sale americane da mesi.
La storia narra di un gruppo di ragazzi appassionati di zombie che girano un film in Super 8. Durante una delle riprese vicino alla ferrovia assistono ad un enorme (e spettacolare) incidente in un cui un treno dell’Air Force deraglia. I ragazzini sopravvivono al disastro e da lì in poi la loro vita si riempie sempre più di misteri e azione. Essendo un film che fa del climax il suo forte è necessario non spoilerare nulla, per tanto ci limitiamo a dirvi che di mezzo ci sono forze extra-terresti e nulla più uscirà da questo blog!
“Super 8” è un film che si muove su diversi livelli, tutti perfettamente incastrati.
E’ un omaggio immenso al suo produttore/mentore Steven Spielberg: i ragazzini in bici e la scena con la nave spaziale sono solo i due esempi più banali e diretti che vengono in mente. 
Il film però è anche un teen-movie, un film in cui il mondo dei ragazzini è quanto più distante dal mondo degli adulti si possa immaginare e proprio nel corso dell’avventura il protagonista scopre per la prima volta determinati sentimenti e cresce, come nella più classica delle storie di formazione. Niente di originale (si tratta comunque dei soliti primi amori, incomprensioni generazionali, gelosie et simili), ma tutto funziona alla perfezione. 
Ovviamente è anche un film di fantascienza, il campo migliore in cui si muove Abrams, e nessuno come lui sa come soddisfare i fan del genere. Il nemico viene introdotto molto con calma, come accadeva in “Cloverfield”, e pian piano svelato fino al faccia a faccia che appaga la voglia di effetti speciali del fan nerd. 
Molto convincente la prova dei giovani attori, sia dei due giovani protagonisti maschili (Joe e l’amico regista Charles Kaznyk), che sopratutto quella di Elle Fanning nei panni della tenace e affascinante Allie Dainard. La regia è sempre molto attenta nel mostrarci quel che vuole, nel momento giusto e nel modo giusto, stuzzicando la curiosità e creando la necessaria tensione. I giochi di specchi, ombre e tagli fuori campo si sprecano, ma sono sempre calcolati e dosati con sapiente maestria. Spesso si ha addirittura l’impressione che il film sia stato girato non da un professionista (cosa che comunque, scherzi a parte, J.J. Abrams è indubbiamente), ma dal migliore dei fan-boy del genere, il che forse non è neanche tanto lontano dalla realtà. 
Molto interessanti i dialoghi e il modo in cui siano spesso ambivalenti e funzionino sia come ovvio mezzo per la prosecuzione della storia, ma anche (in una sorta di livello “metateatrale”, molto tra virgolette), come commento alle scene stesse, rivelando la maturità (nuova o riscoperta) dei personaggi.
“Super 8” è bel film fantascientifico, in cui tutto funziona e soddisfa come da tanto non capitava in un film del genere (da “District 9″forse), indirizzato ad un pubblico più giovane (che magari non si sente oppresso dal citazionismo sfrenato) rispetto alle precedenti produzioni di J.J. Abrams, ma imperdibile per i fan del regista e del genere.

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