Hideo Nakata, 2010
Thriller Psicologico (ah si?!)
Imdb, Mymovies
La trama è decisamente semplicissima, e nei primi 5 minuti di film vengono già presentati tutti i protagonisti, si capisce chi è lo stronzo (si capisce già anche dalla locandina), si capisce qual’è il suo scopo…si capisce tutto insomma…e lo spettatore, sapendo che si tratta di un “thriller psicologico” pensa tra sè e sè “Bene ora di sicuro ci sarà un colpo di scena, qualcosa di nuovo, in realtà è tutto diverso”, e invece no! Procede tutto come nei primi 5 minuti di film e la suspence, come potete immaginare, è ai livelli di “La Pimpa e il Pic-Nic”.
William (un, nonostante tutto, bravo Aaron Johnson, protagonista anche di Kick-Ass) è un ragazzo normalissimo (direbbero se si trattasse di un’intervista ai vicini di casa al telegiornale), in realtà è uno psicosociopatico con un tentato suicidio alle spalle che non si capisce se ci è o se ci fa, che crea una stanza in una chat e la ribattezza “Chelsea Teens!”, alla quale partecipano altri 4 ragazzi(tutti teenager inglesi, come si intuisce): Eva (Imogen Poots, e chi fosse, come me, un fan sfegatato di V per Vendetta se la ricorda per aver interpretato Valerie da ragazza nel suo flashback, o forse me la ricordo solo io!), la biondina carina che vuole fare la modella e viene smerdata continuamente dalle amiche; Emily (Hanna Murray), la ragazzina la cui unica utilità è passare dal sorriso ebete all’espressione ebete perplesso; Mo (Daniel Kaluuya), che si vede in 5/6 scene in tutto il film che però si rivela essere un po’ l’”eroe”, passatemi il termine decisamente azzardato, della situazione; infine Jim (Matthew Beard, già apparso in film come An Education), il ragazzo debole, abbandonato dal padre, vittima delle angherie psicologiche di William e un po’ sciroccato pure lui.
Il film procede con i 5 protagonisti che si ritrovano a chattare tra di loro e ad instaurare un “amicizia” ma William è il burattinaio che li vuole controllare che si vuole divertire un po’ con le sue nuove bambole virtuali…e ce la fa?! Solo con Jim (e in parte con Eva)….e grazie, hai preso quello che se anche non gli dicevi nulla già era con un piede nella fossa per conto suo, sai che fatica a farlo crollare!
Innanzitutto la tematica relativa al mondo della realtà virtuale e delle chat, sempre più dilagante tra i giovani e i meno giovani, è sicuramente interessante e lascia riflettere circa la facile confusione che si può fare tra realtà virtuale e realtà reale e quanto la prima possa essere “pericolosa” se presa senza le dovute distanze e/o precauzioni (ma in fondo questo tema non ha nulla di nuovo o originale, se ci si pensa bene anche la pubblicità delle videochiamate della Telecom con il modello che saluta con “Fei Belliffima!” lasciava spazio a una riflessione molto simile.).
Seconda nota di merito, in un mare di demeriti, almeno a mio avviso, è la realizzazione scenografica del mondo delle chat, delle varie stanze, le password e le possibilità di hackerarle, e come l’intero sistema sia strutturato con le sembianze di un corridoio di un hotel con le varie porte (relative alla varie stanze), e come questo “mondo” sia colorato, vivo e pieno di persone a differenza del mondo esterno (e reale) le cui riprese sono fatte con un filtro grigio, quasi a sottolineare la tristezza del mondo reale rispetto a quello virtuale (ma come prima si torna al discorso del messaggio un po’ scontato).
In definitiva, insomma, non ve lo sto a consigliare nemmeno se volete farvi due risate, perchè non fa fare nemmeno quelle…ne se non sapete che fare, guardando un muro bianco la vostra vita ne guadagnerà di più di sicuro….l’unico motivo per cui mi sento di consigliarvelo è se siete dei fan sfegatati di Hideo Nakata e dovete vedere solo questo per completare la filmografia…ma anche in quel caso, leggete questa “recensione” e siete a posti con la vostra coscienza. Insomma, il consiglio non ve lo do, ma se per caso l’avete visto o lo vedrete fatemi sapere la vostra opinione.
VOTO: BAH!!!!

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