Recensione: Emika – Emika

Elettronica/Post-Dubstep/Downtempo
Ninja Tune, 2011
Myspace, Last.fm, Sito Ufficiale

Emika, cantante e musicista inglese di origini ceche, è nata e vissuta a Bristol, città che sicuramente ha avuto un ruolo fondamentale nel suo passaggio da una formazione classica alla musica drum’n’bass e al dubstep. Ora vive e lavora a Berlino, capitale europea e mondiale della musica elettronica moderna, dove ha iniziato a lavorare e collaborare presso il club più esclusivo della città, il Berghain. Come musicista e cantante solista ha pubblicato, tutti presso la Ninja Tune, 4 singoli nel corso dello scorso e di quest’anno: Drop The Other, Double Edge, Count Backwards e Pretend/Professional Loving.
Il 4 ottobre scorso invece è uscito il suo LP di debutto, Emika, che conta 12 brani, tra cui anche i singoli precedentemente usciti.
Questo omonimo album dalla lunga gestazione di Emika è un’opera intrigante, seduttiva, oscura e difficile da definire. Il suono d’atmosfera, ricco di lente combustioni e bassi pesanti, ha sicuramente un debito con la Bristol della formazione della musicista, ma è la Berlino della sua professione quella che si sente nella cura del suono di sottofondo di brani come Drop The Other, una cura che lascia trasparire una perfetta immersione nella scena techno della capitale tedesca. Ed è proprio la formazione artistica della cantante in queste due capitali mondiali della musica elettronica che definisce tutta la sua produzione: la techno berlinese che si fonde con il dubstep bristoliano, portando ad un risultato nuovo e più che efficace.
Dal punto di vista tecnico, l’album possiede un ottimo equilibrio del suono che crea una tesa e claustrofobica atmosfera dall’inizio alla fine. Quest’ansia si riscontra anche nei testi, come quello dell’incipit, 3 Hours, che imposta il tono con il suo angosciante e graffiante ritornello: “Hit me where you wanna I’ll take the blame / hit me and I guarantee you’ll feel the same / hit me if you think that it will help the pain / hit me, hit me, hit me, hit me anyway.”
L’intesità dei brani è costante in quasi l’intero album, costruito su un’ impalcatura dalle tonalità piuttosto industrial, lasciando poco spazio a raggi di luce in quel fitto mondo fatto di ombre che è Emika. Le canzoni che alleggeriscono maggiormente sono forse i due singoli, Drop the Other e Double Edge, che abbracciano musicalità più pop. Ma l’unico pezzo che stempera veramente l’atmosfera densa e pesante dell’intero LP è la conclusiva Credit Theme: una cupa pièce strumentale suonata al pianoforte che rappresenta la “quiete dopo la tempesta”. Così come la tensione inizia a dissolversi, questo gesto di commiato provvede alla perfetta conclusione di un debutto perfettamente riuscito.

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