Recensione: La luna

Di solito questo blog non si occupa di recensire cortometraggi, ma nel caso di La luna si può fare un eccezione; nuovo cortometraggio della Pixar che verrà allegato alle copie di “Brave – Coraggiosa e ribelle”, prossimo film d’animazione della casa americana che uscirà la prossima estate.
Il corto diretto da Enrico Casarosa, vede per la prima volta un regista italiano alla regia di uno dei corti della Pixar. Il piccoli film che ha richiesto un anno e mezzo di lavorazione, per un prodotto di circa 7 minuti, è stato terminato con molto anticipo rispetto all’uscita in sala, per cui da qualche mese sta facendo il giro dei più importanti festival dedicati al cinema d’animazione (tra cui il VIEW Conference di Torino dove ho avuto modo di vederlo), riscontrando giudizi positivi unanimi.

La storia è il racconto di formazione di un bambino che va per la prima volta a lavorare con il padre e il nonno e scoprirà il loro originale lavoro che ha a che fare proprio con la luna del titolo.
La trama del corto prende ispirazione principalmente dal racconto di Italo Calvino “La distanza della Luna”, inserito nella raccolta “Le cosmicomiche”, ma tra le fonti di ispirazioni visive ci sono, per stessa ammissione del regista, “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry e i primi lavori di Hayao Miyazaki come Le avventure di Lupin III e Conan, il ragazzo del futuro.
La componente italiana del cortometraggio è molto evidente, sottolineata dallo strano linguaggio parlato dai protagonisti, che porta una cadenza tipicamente italiana e dalle musiche del premio oscar Michael Giacchino che riprendono certe sonorità di Nino Rota (anche se a volte si lascia andare un po’ troppo al clichè dei mandolini).

A differenza dagli ultimi corti della Pixar a livello visivo ci sono molti richiami all’animazione tradizionale e alle illustrazioni ad acquerelli, in particolare nell’uso delle texture, soprattutto per gli sfondi.
Ho avuto la possibilità di vedere “La luna” sia in versione 3D che 2D, le differenze non sono così rilevanti. Come in altri prodotti d’animazione (come “Coraline e la porta magica” ad esempio) l’uso sobrio del 3D è utilizzato per lo più come contrasto ad eventi più “particolari” che vengono sottolineati dalla stereoscopia.
La luna è senza dubbio uno dei lavori migliori della casa di John Lasseter, che dimostra ancora una volta il proprio potenziale, soprattutto sperimentale che nei lungometraggi non può emergere.

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