Foto di Christian Lombardi.
Chi vi scrive ebbe la fortuna di vedere Zola Jesus due anni fa a Parigi, come supporter ad un concerto di Fever Ray. Al di là della serata a dir poco epica, quel che importa qui è che mi è possibile fare un paragone tra la “vecchia” Zola Jesus di Stridulum e la nuova di Conatus. Lo scopo non è tanto il paragone in sé, quanto l’occasione di poter spiegare il cambiamento che questa giovane artista ha intrapreso.
Se durante il tour di Stridulum la Danilova non stava un secondo ferma sul posto, correndo da una parte all’altra del palco, fermandosi solo per chinarsi a terra e struggersi nel suo dolore mentre canta, oggi Zola Jesus si presenta in maniera molto differente. Ha più confidenza col palco e con lo spazio, anche quando è molto ristretto. Non si nasconde più dietro le luci, ma anzi è la protagonista indiscussa. L’atteggiamento è un po’ quello della diva, con i dovuti limiti del caso. La carica emotiva non manca mai, è bene sottolinearlo, ma è tutto più raffinato. Deprimente, ma raffinato. Solo i momenti finali di “Vessel” riescono a rompere la nuova immagine di Zola e far emergere tra i flash velocissimi la chioma tumultuosa scossa con forza devastante.
Venendo alla scaletta del concerto ci sono dei pro e dei contro. Un punto a favore della cantante americana è sicuramente il fatto che dal vivo anche i pezzi più deludenti di Conatus riescono ad avere una nuova vita (come ad esempio la pessima “Ixode”). La voce, in partenza in po’ sotto tono (ma chissà, forse era tutta timidezza), dopo un paio di pezzi esplode e lascia stupefatti. Tra i momenti migliori ricordiamo i pochi pezzi di Stridulum, tra cui l’immensa “Night”, la sopracitata “Vessel” e gli altri momenti validi di Conatus, come “In Your Nature” e “Lick the Palm of the Burning Handshake”. Un punto a sfavore invece è l’assenza di pezzi come “Trust Me” e “I Can’t Stand”. La svolta musicale e d’immagine è testimoniata anche dall’abbandono delle sonorità più gotiche, in favore di momenti molto più movimentati e pop, come “Seekir”, durante la quale Zola Jesus scende dal palco e canta ballando col pubblico (qualcosa di impensabile quando la vidi a Parigi).
Come detto quindi nella recensione del disco, la svolta è apprezzata, ma riuscita solo in parte. Zola Jesus è comunque giovanissima, ha moltissimo talento e sono sicuro che ci regalerà altri momenti imperdibili come questo concerto.
Un’altra piccola e mediocre fotogallery (con scatti del sottoscritto).



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