Recensione: “The Artist”

Michel Hazanavicius, 2011
Commedia/Drammatico
Imdb, Mymovies
Presentato in gara al 64° Festival di Cannes il 15 Maggio scorso, “The Artist”, del regista francese Michel Hazanavicius, nel giro di pochi mesi, forse grazie anche alla vittoria della Palma d’Oro come migliore attore a Jean Dujardin, ha conquistato la critica e il pubblico ottenendo nomination e premi di prestigio in quasi tutti i festival internazionali di cinema e classificandosi al primo posto nella classifica dei “migliori film del 2011” per il “Time”, il “The Guardian” e il “The Telegraph”.
E per sancire e confermare il grande successo di questo film nato in sordina e dato per perdente sulla carta dal circuito produttivo, pochi giorni fa ha ottenuto ben 6 nominations ai Golden Globes conquistando la vetta della lista dei film con più nominations. Notizia questa che fa pensare a un’ importante presenza di questo titolo anche durante la prossima notte degli Oscar.

Hollywood 1927. George Valentin (un bravissimo Jean Dujardin) è un affermato attore del cinema muto e i suoi film avventurosi e romantici attirano le folle e il suo sorriso affascinante conquista le donne. Durante la premiere del suo film, “A Russian Affair”, viene fotografato con una sua giovane fan, Peppy Miller (la bellissima Bérénice Bejo), sulla prima pagina di Variety. La giovane aspirante attrice si troverà presto sul set di un film di Valentin come ballerina, notata e “raccomandata” dal divo del cinema muto, ruolo che segnerà l’inizio di una carriera ascendente della talentuosa e affascinante Peppy Miller.
Ma quando il sonoro inizia a prendere il sopravvento sull’ormai datato cinema muto, lo scettico Valentin si vede messo da parte (“perchè il cinema ha bisogno di carne fresca”) mentre il nome di Peppy Miller inizia a trionfare sulle locandine di tutte le più importanti pellicole di Hollywood.

Nel 2011, era di quel cinema 3D che con sempre più invadenza occupa gli schermi di tutto il mondo, Michel Hazanavicius porta sullo schermo non solo un film sul cinema muto ma addirittura un film muto. Un film in perfetto stile anni ’20 con musica e cartelli su cui scrivere le battute dei personaggi.
Subito si potrebbe gridare alla mera “filologia cinefila”, un’operazione furba per conquistare il cinema d’essai. Non è così. La filologia c’è, Hazanavicius conosce bene il cinema degli Anni Ruggenti, ma non è un vuoto pastiche cinetecario, nè una rielaborazione retorica del cinema che fu. Il regista sembra proprio voler sfatare questa ipotesi, utilizzando una grafica e uno sfondo per i titoli di testa che all’epoca era appannaggio dei film noir, un “errore” probabilmente voluto che sottolinei la sua competenza sul tema da un lato e allontani la voce della “furba operazione d’essai” dall’altro.

Esso combina il delizioso umorismo e il fascino di quello che il cinema ha saputo trasmettere nei suoi anni migliori: il potere onesto di una pura emozione. Un film su una storia d’amore e un biglietto d’amore al cinema, al tempo stesso. Si ride, ci si diverte, magari qualcuno si commuove anche. “The Artist” in realtà più che un film è una scommessa (vincente perlomeno a Cannes): quella di dimostrare che le esigenze di un pubblico distante quasi un secolo da quei tempi sono fondamentalmente le stesse.
I film muti “devono fare strada” al futuro è la dichiarazione principare al centro del film. “The Artist” non dice che il cinema muto “deve cedere il posto” o “deve essere sostituito” dal cinema sonoro. Devono fare strada. Così come Valentin all’inizio prende questo come un insulto e Peppy vuole ripagare Valentin per il successo che le ha portato, allo stesso modo Hazanavicius vuole ringraziare l’era dei film muti per tutto quello che hanno portato. Il cinema moderno non sarebbe lo stesso senza tutta la cinematografia che l’ha preceduto. Proprio per questo girarare “The Artist” come un film muto, non ne fa una presa in giro, ma un perfetto tributo.

Per una volta poi si può anche parlare con soddisfazione, insieme all’impeccabile cast franco-americano, di un attore “cane” (Uggi, premiato anche lui con la Palm Dog al Festival di Cannes).

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