Tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré, La talpa, presentato all’ultimo festival del cinema di Venezia, si presenta come una spy story anti-convenzionale per i canoni moderni.
In un periodo in cui il nuovo James Bond e la saga di Bourne hanno rilanciato il genere spionistico con un look super glamour e stile da video clip, il regista svedese Alfredson costruisce un’opera d’altri tempi. I tempi sono rallentati e la parola d’ordine diventa invisibilità, le spie de La talpa cercano di passare inosservate, di risultare il più normali possibili. George Smiley, il protagonista del film, fin dai titoli di testa viene rappresentato come un uomo medio, di mezza età, che va a lavoro in giacca e cravatta, come molti uomini della sua età va a fare una visita dall’ottico e poi torna a casa dalla moglie. La normalità anti-glamour totale che riporta alla memoria opere come La conversazione di Francis Ford Coppola.
Girato in modo estremamente raffinato, elegantissimo e di classe, spicca per la ricostruzione storica e per la ricercata cura dei costumi di altissimo livello, tanto belli da un punto di vista estetico quanti funzionanti da un punto di vista narrativo.
Impressionante lavoro del cast, misurato nelle interpretazioni, in linea con la sobrietà retrò del film. Di particolare spicco il sempre grande Gary Oldman e giovane Benedict Cumberbatch (nome che sentiremo spesso quando uscirà Lo hobbit) che, dopo aver conquistato il pubblico televisivo col suo Sherlock Holmes, si dimostra ottimo anche sul fronte cinematografico dando un’interpretazione particolarmente di rilievo in mezzo ad un cast di nomi importanti (che comprende il neo vincitore dell’oscar Colin Firth).
Ad aiutare gli attori ci sono personaggi scritti in modo particolarmente curato nei loro giochi di intrighi e di trasformismo e (soprattutto) moderni, con sfaccettature interessanti come nei personaggi omosessuali.
Il regista di Lasciami entrare dimostra così di non essere un fuoco di paglia ma un nuovo talento del cinema internazionale, Tomas Alfredson lavora alla perfezione con le atmosfere come aveva già fatto col suo precedente film, gestendo le situazioni con grande abilità, miscelando a giuste dosi tensione e mistero.
Non ci resta che aspettare di vedere il seguito delle avventure di Smiley, e visto gli ottimi incassi ottenuti in inghilterra e il riconoscimenti della critica, immaginiamo non tarderà ad arrivare.


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