Recensione: Porcelain Raft – Strange Weekend

L’album è in streaming da pochi giorni, ma è quanto basta già per farsi un’opinione più che definitiva dell’album d’esordio di Porcelain Raft, nome in arte di Mauro Remiddi.
Strange Weekend è un bell’album melanconico. Il pop rarefatto e decisamente lo-fi dell’artista romano-londinese assume sfumature diverse da pezzo a pezzo, anche se la formula è sempre più o meno la stessa, oscillando tra M83 e Active Child.

“Drifting In And Out” funge abbastanza da esempio per ciò che ci aspetta in tutto il resto del (breve) disco: atmosfere leggere, ritmo catchy, voce che ricorda molto da vicina quella di Sonoio.
Non si discosta per nulla “Shapeless & Gone”, mentre la prima hit è sicuramente “Is It Too Deep For You?”, estremamente dilatata.
Il pezzo su cui si regge tutto l’interesse intorno a questo artista e sul quale forse si regge anche il resto dell’album è la nota “Put Me To Sleep” (in calce il video): perfetto esempio di synth-pop, ineccepibile sotto ogni punto di vista. La stessa inutilità che si era avvistata in certi pezzi di “The Devil’s Walk” di Apparat sembra affliggere anche la soporifera “Backwords”, che per altro coi suoi 4 minuti è anche il pezzo più lungo del lotto.
Mostra invece un po’ di carattere “Unless You Speak From Your Heart”, anche se è l’ultimo episodio salvabile, dopodiché regna la noia più completa in “If You Have A Wish”, “The End Of Silence” e “The Way In” (giusto “Picture” riesce a dirci ancora qualcosa di interessante).
Alti e bassi, canzoni molto ben costruite e altre veramente trascurabili, ma in fin dei conti Mauro Remiddi ci consegna un esordio convincente e promettente per il futuro.
Ecco lo streaming di tutto l’album a questo link.

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