Electronic/Experimental
Polyvinyl Records
2012
Come vi avevamo già anticipato precedentemente, gli Xiu Xiu sono pronti a lanciare il loro nuovo album “Always” il prossimo 28 Febbraio (in Europa, il 6 Marzo nel resto del mondo). Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare interamente questo album con un mese di anticipo e non ce la sentivamo di privarvi dell’emozione di leggere in anteprima una nostra recensione.
Due anni fa la band californiana ci aveva regalato un fantastico esempio di musica sperimentale molto più accessibile rispetto ai loro precedenti lavori con il loro ottavo album, “Dear God, I Hate Myself”. Come già avevamo intuito dal singolo di lancio, “Hi“, anche questo nuovo LP intraprende un percorso musicale più “agibile” (anche se in misura minore rispetto al precedente album), senza tralasciare però l’originalità dei brani e la potenza espositiva e artistica di cui Jamie Stewart è capace (e ovviamente non manca nemmeno la “follia” di alcuni brani).
“Hi” suona come un inno per le disfunzioni, un brano dal testo crudele e musicalmente accattivante. Una delle canzoni migliori dell’album, scelta giustamente a rappresentarlo. A “Born to Suffer” (come sempre i titoli degli Xiu Xiu sono bellissimi) spetta lo scettro di “Miglior Brano” dell’album con l’inconfondibile voce sussurrata di Jamie accompagnata da un ritmo incalzante e martellante che esplode nel finale in un climax di follia.
“Honey Suckle” è uno dei brani più dolci mai ideati dagli Xiu Xiu in cui il perfetto binomio/scambio vocale di Jamie Stewart e Angela Seo riecheggia soavemente. “The Oldness” segue lo stesso stile melodico: la voce di Jamie cavalca un pianoforte appoggiato a lussureggianti synth che sfiorano splendidi picchi musicali.
Ma i brani degli Xiu Xiu non sono solo ottima musica, Jamie non si trattiene dal lanciare attraverso la sua musica anche polemiche legate a problematiche politiche e sociali. “Gul Mudin” parla di un giovane ragazzo afgano ucciso per sport da soldati americani, “Factory Girls” dell’oggettivazione sessuale e l’esistenza disperata delle lavoratrici emigranti cinesi, mentre “I Luv Abortion” si concentra sulla risoluta angoscia di una ragazza troppo giovane per essere incinta.
Una nota di merito va sicuramente poi a “Chimney’s Afire (Mickensian Suicide)”, la canzone che più di tutte sembra estratta da “Dear God, I Hate Myself” più che da quest’ultimo album.
Gli Xiu Xiu sono caratterizzati da una musica “difficile” che ti sfida ogni volta che l’ascolti, e anche “Always” può pienamente inserirsi in questa definizione.Un album più coraggioso e un po’ meno accessibile rispetto al precedente, ma questo non significa che manchino grandi melodie e canzoni, anzi.
Dall’inizio alla fine non c’è un solo momento sprecato, Jamie impacchetta così tante idee e suoni in ogni barra che si rimane o totalmente folgorati o immediatamente scoraggiati.
Dall’inizio alla fine non c’è un solo momento sprecato, Jamie impacchetta così tante idee e suoni in ogni barra che si rimane o totalmente folgorati o immediatamente scoraggiati.
“Always” conferma gli Xiu Xiu come una delle più coraggiose band in giro, riprendendo molto dai loro lavori precedenti, ma esponendo una comprensione in continua evoluzione della loro complessa produzione, che mantiene il loro sound sempre fresco e pertinente.


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