Non è certo una novità questo album, uscito lo scorso settembre e da cui sono stati estratti già due singoli. Proprio il bellissimo video di “Hanging On” è stata l’occasione per tornarci su e decidere di affrontarlo in sede di recensione.
Dietro al nome Active Child troviamo Pat Grossi, musicista dalle incredibili doti canore, come testimonia questo suo esordio. I mille volti del suo falsetto e l’arpa contraddistinguono tutte le canzoni dell’album, rendendole immediatamente riconoscibili, fattore non certo trascurabile in un panorama musicale vasto e spesso tutto uguale. Il dream pop di Active Child si connota di tinte pastello chiare, labili e delicate. Un’immensa malinconia avvolge ogni nota e ogni verso, come testimoniano ad esempio i due singoli: la sopracitata “Hanging On” (arpeggi delicatissimi, ritmo r’n’b, falsetto straziante, testo iper malinconico) e la sorprendente “Playing House“, feat. How To Dress Well (altro maestro dell’r’n’b prettamente bianco e sperimentale, nonché cupo ed estremamente triste) e alla quale sembra avvicinarsi “Way Too Fast” con le sue distorsioni.
Un altro aspetto fondamentale di Active Child è l’aspetto quasi sacro che le canzoni restituiscono, come “See Thru Eyes” (che però deve moltissimo ai Depeche Mode dell’era Music For The Masses). Molto simile agli M83 (per i quali Active Child ha fatto da supporter) la strumentale “Ivy”, in cui l’arpa protagonista riesce a non farci sentire la mancanza della splendida voce di Grossi.
Toni decisamente più cupi ammantano gli ultimi pezzi, come l’essenziale “Ancient Eye”, l’elettronica “Shield & Sword” (che pare uscita fuori da quel che c’è di buono in Conatus di Zola Jesus) e la toccante conclusiva “Johnny Belinda”.
You Are All I See è un album capace di crescere nel tempo, di essere apprezzato a più riprese, sempre piacevole, ma che rivela anche nuove sfumature ad ogni ascolto. Ben distinto dai suoi compagni di genere, pur non inventando nulla di particolarmente nuovo, merita un posto in prima fila nella considerazione che possiamo avere di artisti simili. Come inizio non c’è male!


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