Rotten Review: Mission Impossible – Protocollo Fantasma

Regia: Brad Bird
Azione / Demenziale
2011

Brad Bird, dopo i premiati Gli Incredibili e Ratatouille, si dà all’azione in carne e ossa, ma forse era meglio lasciar stare. Che nessuno venga a parlarci di chiavi di lettura o sganciamenti dalle dinamiche realistiche ad opera di un regista di film di animazione. A tutto c’è un limite, ma Protocollo Fantasma lo valica costantemente sotto ogni punto di vista. 
I protagonisti di questo film, come ogni Mission Impossible, compiono azioni incredibili, che dovrebbero lasciare basiti per la loro spettacolarità, ma rarissimamente questo accade nelle avventure di Tom & co.
Le azioni risultano spesso a dir poco comiche, a tal punto da non lasciar capire quanto questa comicità sia voluta. Volete degli esempi? Eccoli.
A Ethan Hunt basta mettere dei baffi e un cappello per infiltrarsi nel Cremlino ed è in grado di disegnare un PERFETTO identikit di un sospetto sul palmo della sua mano con una penna (una scena che davvero ci ha fatto pensare a Una Pallottola Spuntata)! La comicità inoltre, quando è palese, non fa affatto ridere, come nella goffa sequenza di seduzione di un ricco magnate masochista indiano.
Altro aspetto sconvolgente è lo spudorato product placement di cui è vittima la pellicola: nel mondo di Mission Impossible – Protocollo Fantasma le uniche automobili esistenti sono BMW, tutti i computer sono Dell e i prodotti Apple piovono come un flagello divino hi-tec. Esempio: bisogna spiare dietro un angolo, perché usare uno specchietto quando abbiamo questo COMODISSIMO iPad?! Oppure ci si deve passare dei dati di una missione: che faccio uso una penna usb? Ma no! Ti do un iPhone 4S nuovo! 
Sembra in certi punti di vedere proprio uno spot Apple, con iPhone appoggiati a Mac Book e funzioni mostrate nel dettaglio (cick e ciak). 
Persino noi italiani, abituati alle porcate dei vari Boldi e De Sica (nell’ultimo Vacanze di Natale a Cortina si sono raggiunti nuovi picchi di trashume con attori che scandiscono Tri-va-go come nella pubblicità e altre amenità del genere) rimaniamo sconvolti di fronte a una tale porcata.
La trama poi è raccapricciante: possibile che si facciano ancora film su possibili crisi missilistiche tra USA e Russia?! Vi imploriamo pietà, basta. Pure lo svolgimento di questa trita e ritrita trama è fallace, grazie ad una sceneggiatura imbarazzante, sia nelle fasi action, che nelle serie (per non parlare dei momenti comici). Non aiuta certo poi la recitazione canina della maggior parte degli interpreti, sui quali regna (in negativo) proprio lui, Tom Cruise. Dotato dei piedi più brutti che si siano mai visti al cinema, è decisamente fuori forma e incarna un canone di bellezza ormai più che datato, senza esser mai riuscito ad aggiornarsi. Anni luce da Daniel Craig, spesso impegnato in ruoli simili, ma con ben altra prestanza fisica e attoriale.
Inoltre il guru di Scientology è spesso protagonista di scene d’azione in cui all’apice della tensione batte la testa. Lo so, sembra non essere un gran dettaglio, ma fa davvero la differenza. Immaginate una scalata a mani nude sul Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto del mondo. Immaginate l’adrenalina che trasmette una caduta di dieci piani all’esterno dell’edificio, appesi solo ad una corda. Immaginate poi il nostro eroe picchiare atrocemente la testa sul bordo della finestra in cui si lancia. E’ esilarante! 
Niente di niente si salva in questo film, nemmeno gli effetti speciali (l’esplosione del Cremlino…) e consiglio questo film solo agli autolesionisti .

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