Elettropop/rock
Vagrant Records
2012
Orfani di un membro, l’ex trio ora duo di New York torna col terzo album, dall’emblematico titolo Ghostory.
Meno dreamy e più crossover attraverso mille generi diversi, questo disco potrebbe non essere il loro album di svolta o di consacrazione (come spesso accade col terzo tentativo), ma conferma tutte le qualità degli School Of Seven Bells (per gli amici SVIIB).
Sempre in bilico tra wave ed elettronica e di difficile inquadramento in un genere, Benjamin Curtis e Alejandra Deheza non sembrano patire la mancanza della gemella di Alejandra, Claudia.
Echi indubbiamente new-wave percorrono l’iniziale (nonché primo singolo) “The Night”, mentre “Love Plays” ricorda musicalmente i nostrani Aucan (la title track, “Black Rainbow”?) su cui canta però una splendida voce femminile. “Lafaye” mette in mostra i muscoli elettronici del duo, lasciando per un po’ da parte la componente rock: il risultato è però un po’ piatto.
Echi indubbiamente new-wave percorrono l’iniziale (nonché primo singolo) “The Night”, mentre “Love Plays” ricorda musicalmente i nostrani Aucan (la title track, “Black Rainbow”?) su cui canta però una splendida voce femminile. “Lafaye” mette in mostra i muscoli elettronici del duo, lasciando per un po’ da parte la componente rock: il risultato è però un po’ piatto.
“Low Times”, su una base elettronica con tanto di tastiere Kraftwerkiane, sfodera lungo andando la sua anima rock in un trip di ben 6:32 minuti. Se “Low Times” vi ha debilitato e non potete reggere un altro pezzo così non preoccupatevi, ci pensa “Reappear”, una super dreamy ballad, assolutamente necessaria e per niente riempitiva, carica di pathos e avvolgente, a differenza di “Show Me Love”, ancora lenta e dreamy, ma meno significativa di “Reappear”, seppure non certo sacrificabile.
L’elettropop oscuro di “Scavenger” li accosta a Bat For Lashes, a cui vocalmente Alejandra somiglia abbastanza e con cui sono anche andati in tour insieme.
Più rock e avvicinabili agli UNKLE sono le finali “White Wind” e “When You Sing”, due delle migliori del disco, di sicuro un ottimo modo per congedarsi e per convincerci della validità del prodotto.
Non sarà il disco che vi cambia la vita, ma di sicuro merita un ascolto approfondito.
Pollice in su per gli School Of Seven Bells!
Streaming integrale qui sotto e spazio per i commenti come sempre ansioso di una vostra opinione.


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