Anh Hung Tran
Drammatico
2010
E’ sempre difficile portare sul grande schermo un romanzo molto amato dal pubblico, si rischia sempre di rimanere troppo fedeli per dare soddisfazione ai fanboy ma rendendo il prodotto piatto e privo di inventiva (come ad esempio gli ultimi due film della saga di Harry Potter).
Norwegian Wood, film presentato nell’edizione del 2010 del festival del cinema di Venezia, in un certo senso cerca una via di mezzo tra la fedeltà e l’autorialità rivelandosi però un vero e proprio fallimento in tutti i campi: una trasposizione del romanzo decisamente infedele e un film particolarmente scarso sotto l’aspetto filmico.
Il romanzo giapponese era effettivamente difficile da trasporre fedelmente vista la grossa quantità di dialoghi eppure tutti i cambiamenti atti dal regista franco-vietnamita Anh Hung Tran non sono utilizzati per rendere il film meno verboso, ma al contrario, nonostante la voice over e i numerosi dialoghi il film non comunica nulla, molti personaggi vengono inseriti nel racconto senza essere introdotti in alcun modo e restano delle macchiette superficiali che si comportano in modo pressoché incomprensibile.
Il regista cerca di comunicare le emozioni e il complicato sviluppo emotivo dei protagonisti utilizzando la fotografia, fallendo però limitandosi a tirare fuori solo delle belle inquadrature che però restano sterili emotivamente.
Un pregio della pellicola è l’uso di scenografie e costumi, l’unico aspetto realmente comunicativo del film, realizzati dalla moglie del regista, l’attrice Tran Nu Yên-Khê, alla sua prima esperienza in veste di costumista e scenografa, utilizzando un look particolarmente occidentale per mostrare la rivoluzione che era in atto nel Giappone del periodo in cui è ambientato il film. Questo aspetto estetico però resta giusto uno sfondo interessante che non viene per nulla approfondito dal lato registico. Scene e costumi ci ricordano di essere alla fine degli anni sessanta e ci mostrano le rivoluzioni in corso, come con le minigonne di Midori, ma il regista sembra totalmente disinteressato ad inquadrare storicamente il film (tolta giusto una manifestazione anch’essa trattata molto superficialmente).
Le musiche componente centrale del romanzo, come la canzone portante che ne da il titolo, in questo film sono totalmente secondarie, lo stesso pezzo dei The Beatles viene accennato giusto brevemente in una sequenza, e anche le composizioni originali di Jonny Greenwood sono decisamente sotto le sue possibilità (giusto qualche anno fa componeva la bellissima colonna sonora de Il petroliere).
In sostanza Norwegian Wood è un film mal riuscito sia come opera cinematografica in se che come trasposizione letteraria, pecca di superficialità da più livelli, di confusione narrativa che rende il film di difficile comprensione per chi non ha letto il romanzo ed è completamente incapace di emozionare.


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