Dream Pop
Twentyseven Records
2012
Toccanti.
Questo è il primo aggettivo che viene in mente ascoltando in nuovo album degli Silver Swans (ma basta già solo vedere la copertina del disco per intuirlo).
Per chi non sapesse chi siano, i Silver Swans sono un duo di San Francisco con all’attivo un album, Realize The Ghost, e un Ep, Secrets. Il nome del gruppo è preso da dei personaggi del fumetto di Wonder Woman, mentre i loro nomi sono Jon Waters e Ann Yu. Se questa descrizione didascalica non dovesse soddisfarvi, sulla loro pagina di bandcamp ci sono anche svariate cover, tra cui una stupenda di “Video Games” di Lana Del Rey.
Come biglietto da visita prima di ascoltare Forver, non è male.
Le tracce che compongono il disco ad un primo ascolto si assomigliano tutte moltissimo e all’interno delle stesse sembra non esserci uno svolgimento. Ma bisogna dargli tempo. E’ un disco che richiede calma, più riprese e attenzione per essere apprezzato. La voce di AnnYu ci perviene delicata e fragile da un posto molto lontano ed elargisce con delicatezza testi malinconici, dai temi forse un po’ adolescenziali e molto sentimentali, ma molto ben scritti. Descrivere i pezzi uno ad uno è un’impresa eroica però di sicuro il ritmo tribale di “House of Blood” rimane impresso, così come l’indie pop di “Secrets”, già contenuta nell’omonimo Ep.
“Let It Happen”, è il pezzo in cui è più evidente l’ispirazione ai The Knife di Silent Shout, ma indubbiamente tutto il disco è figlio di quel capolavoro. Riguardo ai testi malinconici di cui sopra è doveroso citare “Diary Land” immenso highlight del disco, forse la migliore (“And maybe one day we could be friends again and sometimes I pretend that we’re speaking slow and sometimes I look at your name for no reason, and only good things I think of, only good thing I hope for you“). Certo le tematiche non sono delle più allegre, così come i titoli, ma anche “Actual Pain” merita tutto il vostro impegno per ascoltarla e farla penetrare lentamente.
La seconda parte del disco è leggermente più movimentata come dimostra “Mother of Pearl” e soprattutto “On The Quiet” che, a dispetto del titolo, è la meno tranquilla del disco, l’unica in grado di svegliarci davvero dal torpore indotto da tutte le altre e farci ballare un po’ ricordandoci i primi Ladytron, ma sopratutto i Pet Shop Boys.
Simpatiche accompagnatrici synth-pop invece le finali “Around You” e la sensualissima “Karen”.
Se siete sopravvissuti a questo trip lentissimo e rarefatto non potrete non amare poi la conclusiva “Always Something”: pure poesia sintetica.
Altra bella sorpresa di questo inizio di 2012, Forever dei Silver Swan spiazza per la delicatezza e raffinatezza con cui è confezionato.
Da approfondire e amare, incondizionatamente.
http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=2928994488/size=grande3/bgcol=FFFFFF/linkcol=4285BB/


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