Live Report: M83 @ Magazzini Generali, Milano – 06/03/2012

Il concerto di ieri sera ai Magazzini Generali di Milano era a dir poco attesissimo. L’ultimo album targato M83, l’osannato/odiato Hurry Up We’re Dreaming, ha dato una svolta notevole nella carriera di Anthony Gonzalez e la prova dal vivo era importante per capire se quel mastodontico doppio album è tutto fumo e niente arrosto o se davvero in futuro bisognerà considerare Gonzalez come uno dei musicisti più affermati della scena odierna.

Innanzitutto gli M83 erano accompagnati da Porcelain Raft, artista italiano, ora alla ribalta su praticamente tutte le riviste indie del mondo grazie al suo esordio con l’album Strange Weekend, molto valido.
Difficile immaginare un supporter migliore per gli M83.
Dal canto loro, la band di Gonzalez forse non ha gran fiducia nel distratto pubblico italiano e quindi propone in gran parte pezzi tratti dall’ultimo album, a differenza di quanto era accaduto nelle ultime date in cui c’era un equilibrio tra i pezzi tratti dai quattro album all’attivo. 
Ma verrebbe da dire che è decisamente meglio così: a parte alcuni pezzi, ormai “classici” della band, come “We Own The Sky” (vero momento di comunione sensoriale orgasmatica) e “Sitting”, è evidente quanto Hurry Up We’re Dreaming sia una spanna sopra a tutto il resto della produzione precedente. In una setlist tiratissima che lascia quasi senza fiato, trova spazio anche la stupenda e delicata “Wait”, che avrebbe però meritato un pubblico meno impegnato a parlare e gridare.
I momenti più alti del concerto sono stati di due tipi: quelli tamarri, in cui gli M83 si dimostrano un’ottima band da locale underground (la sopracitata “Sittting” su tutte) e quelli più rock, che mostrano un’inedita versione della band pronta, perché no, anche addirittura agli stadi. E’ quella la sensazione che regalano pezzi come “Steve McQueen”, coi suoi coretti coinvolgenti o anche “Reunion” e, ovviamente, “Midnight City“.
Il concerto ad ogni modo è stato praticamente perfetto, tutti cantano e suonano divinamente (forse c’è qualcosa di troppo di registrato, ma vabbè), la scenografia era semplice ma d’effetto e sopratutto si sentiva bene, senza che nessun elemento sovrastasse il resto (fatto ahimè, abbastanza raro). 
Il passo per diventare dei veri big a livello mondiale è assolutamente a portata di mano, come ha dimostrato questo incredibile live.

Ecco la traklist:

  1. Intro 
  2. Teen Angst 
  3. Graveyard Girl 
  4. Reunion 
  5. Sitting 
  6. Year One, One UFO 
  7. We Own the Sky 
  8. Steve McQueen 
  9. Wait 
  10. Claudia Lewis 
  11. This Bright Flash 
  12. Midnight City 
  13. A Guitar and a Heart  
  14. Don’t Save Us from the Flames 
  15. Skin of the Night 
  16. Couleurs

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