Recensione: L’arrivo di Wang

Antonio Manetti & Marco Manetti
Fantascienza
2011

Siamo di fronte al solito film dei Manetti bros. con tutti i pregi i difetti del caso: film di genere che però non si prende troppo sul serio, ricorrendo spesso e volentieri a escamotage banali per solleticare l’umorismo e con un cast decisamente scarso (un eufemismo) a disposizione.
Con un soggetto troppo striminzito per riempire la durata complessiva del film ci si ritrova spesso con momenti ripetitivi, tempi morti e scene in cui probabilmente gli stessi registi non sapevano dove andare a parare, ma l’aspetto forse più irritante del film è lo sbandierato low budget, ogni scena sembra voler ribadire con un certo orgoglio il suo budget striminzito come fosse il suo cavallo di battaglia. Il basso budget sicuramente non è un difetto in se ma in questo caso è un elemento che in un attimo si può facilmente trasformare in un nascondiglio perfetto in cui nascondersi non appena arrivano delle critiche, utilizzando la scusa pronta di non avere un budget sufficiente a disposizione per poter portare il proprio prodotto su un altro livello.
Tra metafore accennate (invasione cinese? Davvero?) e il finale che ci conferma di aver assistito solo ad un divertissement, L’arrivo di Wang si rivela un prodotto abbastanza superfulo forse più adatto ad un mediometraggio per la tv (a furia di lavorare per la televisione il duo deve averne involontariamente assorbito le dinamiche e l’estetica) piuttosto che per le sale cinematografiche.

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