Xbox 360 / PS3 / Pc
Genere: Gioco di ruolo / Sparatutto
Sviluppatore: Bioware
Produttore: Electronic Arts
2012
Mass Effect 3 è senza dubbio uno dei titoli più attesi del 2012, per non dire di un’intera generazione di console.
La fine delle avventure del comandante Shepard è finalmente giunta, ma ne varrà la pena giocarci? La risposta è indubbiamente si. Mass Effect 3 è il capitolo migliore della saga, uno di quei giochi che non si vedono certo tutti i giorni e non è un fatto scontato. La serie, di per sé molto sperimentale, ha subito numerosi cambi tra un capitolo e l’altro, sopratutto da quando la Bioware è entrata sotto l’ala protettiva/devastatrice della EA.
Genesi di un capolavoro
Il primo capitolo fu un vero e proprio esperimento: fare un gioco di ruolo in prima persona con armi da fuoco è stato indubbiamente audace, ma i risultati, seppur ottimi, non convinsero del tutto. Le riserve riguardano principalmente la lentezza dell’azione, ben lontana dalla frenesia tipica degli sparatutto. In compenso il secondo capitolo, il primo sotto l’egida di EA, peccò sul versante opposto: componente gdr quasi annullata e azione frenetica protratta allo sfinimento.
Mass Effect 3 cerca il compromesso tra le due anime e finalmente lo raggiunge: la componente gdr è salva grazie alle reintegrazione della personalizzazione delle armature, all’upgrade approfondito delle armi ed un sistema di avanzamento del personaggio leggermente modificato, mentre il fronte action è pressoché identico a quello già valido del secondo capitolo. Le principali differenze sono alcune migliorie, come un sistema di copertura più intuitivo e una maggior variazione dei nemici da affrontare.
Gameplay e aspetti tecnici
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| Su Sur’Kesh, il pianeta natale dei Salarian |
Se le quest, sia principali che secondarie, soffrono di una certa linearità, sono proprio i combattimenti a rendere l’azione mai uguale a sé stessa: ogni combinazione di nemici richiede di essere affrontata con un approccio diverso e ponderato, innalzando anche leggermente il livello di sfida. In aiuto per fortuna troviamo dei compagni dotati di un’intelligenza artificiale più raffinata.
La quest principale, senza entrare nel dettaglio per evitare spoiler (tanto ci ha già pensato il resto del mondo a spoilerare qualsiasi aspetto di questo gioco), è indubbiamente epica in ogni suo momento, con i personaggi impegnati nei dialoghi più pertinenti e meglio realizzati della serie. Dopo un prologo ambientato su una Terra sotto attacco dei Razziatori, Mass Effect 3 vede il comandante Shepard impegnato nella raccolta dell’aiuto di tutte le specie della galassia per fronteggiare la minaccia inarrestabile.
La grafica è pressoché identica a quella di Mass Effect 2, con un maggior contrasto dei colori e delle ombre e con ambientazioni molto più curate, dettagliate e verosimili. Questo è uno degli aspetti più riusciti: Mass Effect, in particolare questo terzo capitolo, è in grado di rendere tutto estremamente verosimile tanto è curato. Non solo le ambientazioni, ma sopratutto i personaggi riescono a restituire questa piacevole sensazione, grazie ai legami interpersonali ed agli intrighi galattici che ci vedono coinvolti. Tutto è concatenato e collegato e noi siamo chiamati a mettere insieme i pezzi di un puzzle di proporzioni interstellari.
Se lo scopo del gioco di ruolo è far sentire il giocatore importante e determinante per la risoluzione della trama, allora Mass Effect è il miglior gdr di tutti i tempi.
Multiplayer
La grande rivoluzione di Mass Effect 3 è l’introduzione del multiplayer: annunciato, cancellato e riconfermato, il vituperato multiplayer è infine giunto tra le nostre mani. Fermo restando che siamo dell’opinione che certi titoli richiedono una certa forzatura per avere una modalità multiplayer (qualcuno ha detto Assassin’s Creed?), bisogna ammettere che Mass Effect 3 ha giovato di questa aggiunta. La modalità di gioco è una sola per il momento: team tra 4 e 6 persone in co-op lottano contro ondate di nemici (geth, truppe cerberus, razziatori) in arene incontrate nella campagna principale. I personaggi che usiamo nel multiplayer sono creati ad hoc e per ognuna delle sette classi iniziali abbiamo a disposizione solo un umano uomo e un’umana donna. In seguito, collezionando crediti in battaglia, è possibile acquistare pacchetti che comprendo oltre che ad upgrade per l’inventario, nuovi personaggi utilizzabili. Se si cambia personaggio all’interno della stessa classe è possibile mantenere l’esperienza acquisita, se invece si decide di cambiare classe bisogna partire da zero (ma il level up è molto facile).
Galaxy at war
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| La mappa della galassia nell’applicazione per iOS |
Il multiplayer però non è una modalità del tutto a se stante, ma influisce non poco sulla campagna principale. Tutte le azioni che compiamo infatti nella modalità singleplayer aumentano il numero di aiuti raccolti e di forze a disposizione per la battaglia finale. I valori sono riportati su una tabella che ci indica per ogni specie quante forze abbiamo raccolto e più nel dettaglio le singole unità delle specie selezionata (es: seconda flotta turian 200 punti). Il totale di questo valore influenzerà il finale, ovviamente. Peccato che di default il valore citato sia attivo solo al 50%. Questa percentuale di “reattività galattica” può essere alzato giocando al multiplayer (come se le missioni che si compiono nel co-op online servano a “ripulire” i campi di battaglia, in vista dello scontro decisivo di Shepard). Questo sistema è stato denominato “Galaxy at war”: di nuovo tutto torna, tutto è collegato, tutto ha un senso (anche se è piuttosto fastidioso obbligare gli utenti a giocare ad un modalità in questo modo).
Refusi interstellari
Ma non è tutto oro quel che luccica e Mass Effect 3 ha i suoi problemi. Come citato prima, la quest principale, per quanto avvincente e coinvolgente pecca di una certa linearità, mascherata solo dall’epicità delle azioni compiute.
Il titolo poi si è presentato nei negozi con un infinità di bug: si va dall’impossibilità di accedere ad una missione secondaria sulle versioni Xbox 360 a drammatici cali di frame rate sulle versioni PS3, per non parlare di quest che si bloccano, non si attivano e altri problemi di ogni genere. E’ molto grave che un titolo di questo calibro, preceduto da una campagna pubblicità di proporzioni bibliche, arrivi sugli scaffali in queste condizioni.
Bioware, tu quoque
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| Javik, l’ultimo prothean sopravvisuto |
Gli altri problemi che la Bioware si trova ad affrontare in questi giorni dopo l’uscita del titolo sono principalmente due. Il primo riguarda il primo DLC, “Dalle Ceneri”, che introduce un nuovo personaggio nella campagna principale: un prothean. Per chiunque abbia apprezzato anche solo una piccola parte di un solo capitolo di Mass Effect sa quanto questo contenuto possa essere succulento. Fa imbestialire non poco quindi la decisione di mettere in vendita un DLC il giorno stesso dell’uscita del gioco, sopratutto quando giocando col prothean ci si rende conto che non è affatto un personaggio secondario, ma bensì pensato per essere una delle colonne portanti della quest principale.
L’altro problema è finale. Nessun spoiler, tranquilli: non vi diremo come finisce, ma è bene sapere che la delusione è molto probabile, non tanto per gli eventi narrati, quanto per come sono esposti. Una saga composta da tre lunghissimi capitoli meritava qualcosa di più di un video sconclusionato di 6 minuti, in cui per altro non si capisce nulla. Bioware ovviamente si difende, affermando che è tutto pensato e calcolato nel dettaglio, che Mass Effect 3 avrà ancora altri DLC che andranno a supportare anche la campagna principale, tenendo conto dei feedback degli utenti. Viene da chiedersi però se sia nato prima l’uovo o la gallina… E’ probabile ed auspicabile che queste accese polemiche portino ad una revisione dei comportamenti delle software house per quanto riguarda la piaga dei DLC.
Nonostante questi difetti elencati, Mass Effect 3 è uno dei titoli che meglio rappresenta tutta una generazione di videogiochi, la summa di un modo di narrare videoludicamente una storia, un inestricabile crogiuolo di eventi che ogni possessore di console o pc dovrebbe prima o poi fare. I salvataggi importati dai precedenti capitoli garantiscono una partita diversa per ognuno di noi, è praticamente impossibile fare una partita uguale a quella di qualcun altro. Chi vi scrive ha completato la campagna principale e tutte le quest secondarie in 30 ore, riservandone altre 10 circa al multiplayer.
Cosa aspettate? Alle armi, c’è una galassia da salvare!





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