Battleship [Recensione]

Peter Berg
Azione/Fantascienza
2012 

La battaglia per la Terra inizia dal mare” recita la locandina del nuovo film di Peter Berg e questa frase ci apre una finestra su uno dei film più spropositatamente pieni di effetti speciali che l’industria cinematografica americana abbia mai fatto: Battleship. Di sicuro non siamo all’altezza di “Avatar“, sia dal punto di vista narrativo che da quello visivo, ma l’impressione che “Battleship” ci offre fin dall’inizio è quello di un ricettacolo ben farcito di computer-grafica direttamente proveniente e riciclata dalla serie “Transformers“.
Siamo nel presente, il sole splende alto sulle Hawaii, una serie di marinai muscolosi si divertono a fare delle esercitazioni, mentre la Nasa decide di spendere soldi sparando ipotetici raggi simil-onde-radio verso ciò che appare essere uno dei pianeti abitati di un sistema solare vicino al nostro. L’idea degli sceneggiatori di sfruttare la recente e reale scoperta del pianeta nel sistema di Gliese calza a pennello e così il Pianeta 581G si trasforma nella patria di mostri con pizzetti ossuti a porcospino che hanno intenzione di colonizzare la Terra per depredarla delle risorse. Alla richiesta di comunicazione della Nasa, questi alieni rispondono con l’invio di una piccola flottiglia e, dopo un incidente al loro ponte radio alieno, decidono di isolare le isole dal resto del mondo per cercare di trovare un modo di comunicare con la loro specie e dare il via alla vera e propria invasione. Ma all’interno di questo enorme campo di forza si troverà il protagonista Alex Hopper, interpretato dall’astro nascente Taylor Kitsch, il quale dovrà comandare le operazioni di un cacciatorpediniere al fine di sventare la minaccia.
Nulla di nuovo con la tipologia cinematografica degli “Alien Raid“, ma Battleship di certo non vuole collocarsi nella sfera delle novità, quanto piuttosto in quella fascia di film di intrattenimento un po’ scanzonati, che non si prendono sul serio e che regalano un paio d’ore di divertimento ed azione. La recitazione di Kitsch lascia a desiderare rispetto al suo precedente film “John Carter“, mentre la parte del rampollo di True Blood, Alex Skarsgård, è totalmente trascurabile. Ancora più invisibile è la partecipazione di Liam Neeson che fa la parte dell’ammiraglio della flotta, nonché padre della strappona del film.

Elementi caratteristici del film, tuttavia, ce ne sono a palate e sono capaci di collocarlo sul podio del trash parodistico del secondo decennio del XXI secolo. Sin dai primi momenti, infatti, è lampante la citazione ad uno dei filmati nerd più cliccati di Youtube (Qui): vi ricordate quel rapinatore che cerca di entrare nel negozio calandosi dal tetto per poi rimanere bloccato all’interno? Ciò può far ridere, ma con l’andare avanti del film, il tutto si trasforma in una vera e propria caricatura della marina… dal rubare l’incrociatore Missouri, facendolo guidare da dei Popeye bicentenari, arrivando al far virare in mare una corazzata come se fosse una sgommata di un’auto in GTA.

Battleship quindi trionfa nel suo intento intrattenitivo, là dove altri film del suo genere (vedi: cowboys and Alines) falliscono miseramente per la pretenziosità e seriosità che ostentano. Sarà pur un copia e incolla di effetti speciali della serie Transformers, ma è dannatamente divertente. Pollice in su per le avventure marine di Hopper & co.

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