Recensione: Marina & The Diamonds – Electra Heart

Pop
Warner
2012

Già dall’agosto scorso si era intuito che il passaggio tra The Family Jewels al secondo album non sarebbe stato indolore. Lo stile della giovane e bella Marina Diamandis è mutato, e non poco. Come spiegato più o meno ovunque, con una cura quasi pornografica, il nuovo album, questo Electra Heart, sarebbe stato un concept costruito su diverse figure pop inventate da lei stessa. Ma quanto è più grande e alto l’obiettivo del concept, tanto è più difficile poi mantenere quei propositi e creare un prodotto che oltre ad una bella cornice abbiamo anche un buon contenuto.
Le canzoni infatti, pur essendo prodotte da vecchi collaboratori (Liam Howe e Greg Kurstin) e nuovi nomi “di moda”  (Dr. Luke, Diplo e Stargate) sono di una banalità disarmante, riuscendo nelle situazioni migliori a sembrare una bella copia di Katy Perry, mentre nei momenti più tristi la cugina cattiva di una qualsiasi pop star degli ultimi 20 anni. Che poi si tratti di pezzi orecchiabili e accattivanti, è innegabile: “Primadonna“, “Homewrecker” e “Living Dead” si piazzano in testa e di lì non escono facilmente, ma questo discorso è applicabile anche a tante altre canzoni pop non certo memorabili.
“State of Dreaming” e “Power Control” fanno rimpiangere gli Scissor Sisters meno ispirati, mentre “Teen Idle” e “Living Dead” per quanto banali come le altre, si salvano mostrando carattere coi loro testi cinici e divertenti, anche se nel complesso è necessario ribadire che il personaggio della super star decadente non funziona. 
La noia più totale regna su “Hypocrates” e “Valley Of The Dolls” che farebbero quasi venire voglia di non arrivare alla fine del disco e lanciare il cd nella spazzatura, ma sarebbe un grave errore: è proprio in corner che Marina si salva con il pezzo più bello del disco, “Fear and Loathing” che avevamo avuto già modo di sentire su YouTube tra i pezzi rilasciati prima del disco. E’ interessante notare che questo pezzo, il migliore del lotto, è forse quello che meglio riesce a coniugare le due anime di Marina mostrate nei due album. Tra i video mostrati prima dell’uscita del disco stupisce l’assenza nella tracklist finale di uno dei pezzi migliori, “Radioactive” (diventata poi una bonus track della deluxe edition).
Il talento della cantante gallese è comunque innegabile, la sua voce è spettacolare e le probabilità che Electra Heart sia solo un passo falso spero siano alte. Per il momento Electra Heart è solo un ottimo album da mettere su mentre si fanno le pulizie la domenica.

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