E’ il 1997 quando la Square Enix decide di sbarcare sulla allora neonata Playstation con un titolo che segnerà definitivamente la storia del mondo videoludico moderno. Dopo i primi capitoli in 2D di Final Fantasy, già meritevoli di aver sdoganato l’RPG vero e proprio su console “da casa”, il vero role playing con tanto di combattimenti in stile dungeons&dragons – gioco fermo, turnazione negli attacchi, magie e invocazioni – irrompe prepotentemente nel 3D, sfruttando in pieno le potenzialità della prima console Sony. Chi l’ha avuto per le mani, ricorderà la scatola con ben 3 CD, la simbologia che ancora caratterizza il titolo del gioco in copertina (scritta FINALFANTASY su sfondo bianco e asteroide in caduta), che se da una parte spaventava per l’evidente longevità del gioco (3CD su Playstation non si erano mai visti per un singolo titolo), dall’altra la diceva lunga sulla cura della grafica e dei filmati, che avevano talmente spazio da impegnare più supporti.
Sul gioco vero e proprio non vorrei partire con uno sproloquio, perchè le cose da dire sarebbero davvero troppe. La storia si dimostra fin dall’immediato serrata, con un immaginario in realtà già proprio dei precedenti titoli, ma la super industria che risucchia la linfa vitale del pianeta mettendo alla fame il paese, il gruppo di ribelli reclutati in giro per il mondo per combatterla, esperimenti pseudo genetici per creare soldati modificati prendendo spunto da una misteriosa creatura aliena, un legame padre-figlio spezzato e dimenticato che si rivela al momento dello scontro: insomma, 754 temi uniti in un capitolo che può a ben vedere essere considerato il migliore RPG mai creato hanno avuto un certo impatto nell’immaginario collettivo. Tante le delusioni sui seguiti, in parte ripetitivi nelle storie proposte e mai in grado di dosare sapientemente caratterizzazione, storia, gameplay di quelli nerd ma non noiosi, grafica e azione. Abbiamo visto mezzi ibridi con storie spesso smielate e poco accattivanti, rivoluzioni sul sistema di combattimento interessanti, ma che da sole non reggevano i minuti infiniti di storia in super grafica ma senza mordente e senza anima.
Ebbene: da quando gli stronzi della Square, nel 2005, hanno presentato all’Electronic Entertainment Expo la “FINAL FANTASY TECHNICAL DEMO for PS3” il mondo dei videogiocatori ha iniziato con sempre più insistenza a sperare e parlare del possibile restyling del titolo. E la speranza è davvero forte, visto che il video, linkato qui, si attiene in modo preciso a quella che fu l’introduzione del capitolo ai tempi dell’uscita e farebbe presagire una volontà diretta solo al miglioramento del comparto grafico, lasciando intatte le dinamiche di gameplay.
Pur prendendo seriamente in considerazione l’operazione, che a questo punto avrebbe una sicura risposta nel pubblico più longevo ma che darebbe anche alle nuove leve videoludiche la possibilità di giocarci, i piani alti della Square hanno tenuto un comportamento decisamente schivo sull’argomento, con mezze parole che se da una parte tenderebbero a escludere il sogno di migliaia di appassionati, dall’altra fanno presagire che sotto sotto l’idea ci sia, e che sia in fase di lento e segreto sviluppo. L’ultima notizia a riguardo è un’affermazione del creatore di FINAL FANTASY XIII e XIII-2 (sul primo dei quali la mia prevedibile opinione è: storia noiosa, video troppo lunghi e inutili, personaggi beffa, gameplay carino ma alla lunga ripetitivo), il quale, parlando di sequel (non quindi espressamente di remake), dice:
“In the transition between XIII to XIII-2, it was quite easy because obviously we kept all the data and the engine – we had just finished using them so it was almost like they hadn’t gone cold. The technology was already warm and ready to use, so it was quite good. Also within the team, we still had a feel for the game, it was still new to us, still lingering with us, so we were ready to move on to the sequel.
“But if we were to take one of the past Final Fantasy titles and make a sequel to it, I think that would be a lot more challenging because when they were on PlayStation and PlayStation 2 their actual game volume was a lot bigger, kind of.
“Graphically they weren’t as advanced as they are now, but there were lots of towns and worlds and cities and whatever. So if we were to recreate the same kind of game – sequel or not – with the same volume, but give it a much higher level of graphical quality, it would us take three times, four times, even ten times longer to make such a game. So making a sequel for an old game would be a lot more challenging.”
Ora, tralasciando il fatto che “challenging” non vuol dire infattibile, ma solo che sarebbe un lavoro più lungo e complesso, constatiamo, tra le altre cose, il fatto che si ammette un’inferiorità ludica dei nuovi capitoli rispetto ai vecchi, i quali, in nome del dio superfilmatostrafigo con evoluzioni che vorrebbero emozionare ma senza background solido risultano solo banali, sacrificano un numero infinito di trovate concrete che rendano il gioco più godibile e divertente e fidelizzante. A partire dalla caratterizzazione della storia e dei protagonisti.
A parte questo, i blogger di mezzo mondo si sono detti scoraggiati da questa affermazione.
Per quanto mi riguarda, potrebbero non fare un nuovo final fantasy e per i prossimi 5 anni ri lavorare sul settimo capitolo creando, con i mezzi odierni, una delle cose più belle a livello di videogames che si sia vista, con un semplice upgrade grafico che lasci invariato il resto.
Per chi fosse in ogni caso appassionato all’originale o semplicemente curioso di giocare ad uno dei capitoli più significativi che il mondo videoludico abbia visto, segnalo che Final Fantasy VII originale è disponibile per Playstatiuon 3, anche se, per ora, solo sul Playstation Network.
Per un remake, purtroppo, non resta che continuare a sperare e inseguire le dichiarazioni della Square.
Per quanto la testa quadrata di Cloud con due punte gialle per capelli sarà, con buone probabilità, insuperabile.
Paragone tra l’intro originale e la demo tecnica del 2005 : nella nuova Cloud è decisamente zarro.

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