Witch House
Tri Angle
2012
La witch-house non è certo un genere nato dal nulla, ma già in partenza sembrava essere privo di possibili spazi di crescita. Alfieri e baluardo di questo genere, i Salem hanno convinto gran parte della critica, ma oltre a loro (e sopratutto dopo di loro) chi/cosa c’è?
Il tentativo di uscire vivi dalla witch-house gli oOooO lo fanno con questo Ep che cerca, disperatamente ma concretamente, di aprire il genere ad un pubblico meno settoriale, più cool (è mai possibile questo?!), meno oscuro (ma non più di tanto) e fondamentalmente più… pop.
“TryTry” e “Star”, nel bene e nel male, non sono niente di nuovo: tutto secondo il copione funziona e convince. C’è l’atmosfera oscura e onirica, i ritmi dubstep lenti, scomposti e alienanti. Si rende degna di nota la chitarra elettrica di “Starr”, così fuori posto, così stupenda. Ok, tutto bello, ma poi?
Poi arriva “Springs” (feat. Butterclock) e i confini si fanno più labili, più accessibili: la voce soffice, delicata e distante sorvola qualcosa che sembra più trip-hop che qualsiasi altra amenità modaiola recente.
L’esempio meglio riuscito di accessibilità facilitata alla witch-house ci è dato da “Break Yr Heartt”, mentre sembra un po’ forzata “NoWayBack”, l’altro brano feat. Butterclock che vorrebbe essere dreamy, ma per rimanere nel contesto witch-house fa casino ed è uno strambo, ma comunque delizioso, pezzo deforme.
Tralasciando per un secondo descrizioni di genere, fini a se stesse in fondo, di questo Ep rimane un’ottima sensazione di delicato e sensuale disturbo, probabilmente proprio quello che gli oOoOO volevano trasmettere.


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