Quella casa nel bosco [Recensione]

Drew Goddard
Horror/Commedia
2011

Joss Whedon non è mai stato particolarmente fortunato: le sue principali produzioni televisive hanno sempre trovato grossi problemi con i rispettivi canali che li trasmettevano. Il suo capolavoro, Buffy, l’ammazzavampiri, ha rischiato tre volte la cancellazione e ha subito strada facendo spostamenti di network. Peggio è andata a Firefly, serie fantascientifica interrotta a metà e a Dollhouse, anch’essa troncata senza una degna conclusione.
Nonostante le difficoltà però, Whedon si è creato intorno a sé una comunità di fan decisamente solida e trasversale (che va dai canonici “nerd” alle comunità “GLBT” e alle femministe) che l’ha sempre seguito rendendo i suoi lavori dei veri e propri cult.
Dopo tanti problemi sembra che le cose per il regista/sceneggiatore americano sia siano finalmente invertite una volta per tutte, il suo The Avengers infatti è diventato il cinecomic ad aver incassato di più al mondo e sta rapidamente distruggendo ogni altro record di incassi, e se i vendicatori sono una sorta di rivalsa di Whedon, con Quella casa nel bosco invece il regista si prende una piccola vendetta sul sistema produttivo che l’ha sempre osteggiato.

Nel recente Dark Shadows avevo sottolineato come la penna dello sceneggiatore fosse completamente piegata all’autorialità del regista, invece nel caso di Quella casa nel bosco la situazione è completamente ribaltata: la regia dell’esordiente Drew Goddard è del tutto piegata alla volontà autoriale del suo sceneggiatore (e produttore) Whedon, che si porta dietro la sua abilità nel ribaltare i cliché del cinema horror per dar vita a qualcosa di nuovo come già aveva fatto con la sopraccitata Buffy, l’ammazzavampiri.
Se infatti la serie tv con Sarah Michelle Gellar prendeva il clichè della biondina che negli horror muore sempre per prima e la faceva diventare invece un incubo per i mostri iconici dell’horror, anche in questo caso Whedon ribalta i luoghi comuni del cinema horror per creare un prodotto anarchico, che si ribella al proprio destino segnato e distrugge uno dopo l’altro i luoghi comuni in cui è costretto.
Dire di più sul film è impossibile senza incappare in delle anticipazioni che rovinerebbero la sorpresa. Quella casa nel bosco è un film che ha una grande forza nei suoi numerosi twist narrativi (che non si possono considerare canonici colpi di scena) e anticipare qualcosa farebbe perdere un po’ di quella sorpresa necessaria per godere a pieno il film, che inoltre è uno di quei rari casi in cui una seconda visione diventa davvero godibile da un punto di vista diverso. Un altro aspetto degno di nota è come il film possa piacere sia ai cultori dell’horror tanto quanto a coloro che non lo apprezzano particolarmente, proprio per il modo in cui ribalta gli stilemi del genere, nonché per la sua forte componente ironica.
Per una volta c’è materiale a sufficienza per far andare d’accordo entrambe le categorie.

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