Pollo alle prugne [Recensione]

Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Drammatico
2011

La regista di Persepolis, Marjane Satrapi, affiancata nuovamente dal fedele Vincent Paronnaud, torna al cinema, con la trasposizione di un’altra sua graphic novel, questa volta però decide di lasciare da parte l’animazione, ingaggiando un cast di tutto rispetto con Mathieu Amalric, Chiara Mastroianni, Isabella Rossellini e Jamel Debbouze.
Presentato allo scorso festival del cinema di Venezia, dov’è uscito a mani vuote, il secondo film del iraniana Marjane Satrapi e il francese Vincent Paronnaud, racconta con tono da favola la vicenda del violinista Nasser-Ali che decide di lasciarsi morire dopo che la moglie distrugge il suo amato violino.

Il duo all’esordio nel live-action inizia il proprio film scimmiottando un po’ troppo Il favoloso mondo di Amélie e in generale il tipo di umorismo del regista francese Jean-Pierre Jeunet, senza però replicare la stessa carica dell’originale, risultando più debole e a volte anche fastidioso.
Ma man mano che il film prosegue e la storia d’amore si scopre poco alla volta (diventando sempre più la colonna portante) anche il lungometraggio diventa un crescendo emotivo aiutato da una messa in scena di altissimo livello ricca di situazioni visionarie.
In particolare nelle scene più singolari il duo dà del suo meglio, come ad esempio nel racconto della vita dei figli del protagonista (in particolare la figlia, interpretata da una cupa Chiara Mastroianni) e nel breve segmento di animazione.
Senza raggiungere le vette narrative di Persepolis, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud sembrano cavarsela abbastanza bene nel passaggio dall’animazione al live-action nonostante le incertezze iniziali, creando un film emotivamente toccante e visionario, non esente da difetti, ma senza dubbio promettente e molto più interessante (con tutti i suoi limiti) di tutte le altre commedie leggere provenienti di recente dall’oltralpi.

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