Recensione: Mohko – Attacus Atlas

Obscure dubstep
SRSLY. Records

2012 
Da anni SRSLY. a Torino detta legge su ciò che è figo in città. Verrebbe da dire “meno male” certe volte, sopratutto quando mettono su un’etichetta e come primo Ep pubblicano roba di questo peso.
Dietro al nome Mohko si nasconde una maschera vuota, un non-volto senza nome, ma direi poco importa e infondo a chi importa?
Quel che conta, banalmente, è la musica.

Questo Attacus Atlas è una bomba, senza mezzi termini. Pur non rappresentando certo un genere del tutto nuovo, il materiale proposto da questo Mohko ha un carattere fortissimo, un senso d’urgenza palpabile, una cura per il dettaglio ammirevole e un buon gusto dark.
La splendida title-track è un ottimo biglietto da visita, che propone una dubstep abbastanza classica su cui però poi si apre uno spiraglio d’archi alla Royksopp dei bei tempi andati. In “People” sembrano regnare gli spettri e l’inquietudine è dietro l’angolo: l’uso della voce oscura non può che ricordare Fever Ray, ma poi la sorprendente svolta che ammicca al popolo della notte stende e colpisce a fondo. 
Anche se certe volte è inutile dilungarsi in spiegazioni pezzo per pezzo questo Ep, pur con solo 6 tracce, è davvero un concentrato di maestria e va premiato. “Falene” è forse il pezzo migliore per come riesce a coniugare più anime dentro di sé: la notte, gli spettri, il club. “Doom” ha forse poco di apocalittico, ma è molto frenetica, nonché direi quasi spassosa con quel motivetto distorto che recita con nonchalance “Do do do – do do doom” e in men che non si dica passano i quasi otto minuti di questa frontiera dubstep, sempre che si voglia per forza confinare queste tracce in una strettoia verbale. Al di là dell’abuso che si fa del termine dubstep, il caso di Mohko è ancora più determinante, proprio per la validità e varietà del prodotto e per la sua immensa attitudine estera. E’ triste doverlo sottolineare, come se fosse un evento raro (che poi in fondo è così), ma quel che è stato partorito presso il grembo SRSLY. è qualcosa che potrebbe tranquillamente spopolare ed essere apprezzato, come merita, in tutta Europa. E oltre.
Per me, tra gli italiani al Traffic, pur apprezzando l’originalità di Iori’s Eyes e la maturità dei Drink To Me, la vera scoperta nostrana è Mohko. Super approvato. Per convincervi sotto c’è lo streaming e l’Ep è scaricabile gratuitamente sul sito.
PS: attenzione alla sorpresa finale di Superhero.

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