Recensione: Iori’s Eyes – Double Soul

Post-dubstep
La Tempesta International
2012

Uno dei casi discografici indie italiani è di qualche mese fa.
Dietro il recente debutto degli Iori’s Eyes ci sono già nomi prestigiosi: Federico Dragogna dei Ministri alla produzione e Jo Ferliga degli Aucan ha poi masterizzato il disco. Se quindi uniamo queste ottime premesse al talento di questo duo cosa otteniamo? Un mezzo infarto. L’infarto ce lo fa venire il sentire finalmente una  produzione del suolo italico solcare col suo aratro nuove strade, almeno per il panorama nostrano.

Ma l’infarto è solo a metà: il disco è sì intimo e introspettivo, dotato di una tristezza cristallina talvolta, rarefatta altre, ma è comunque molto facile rintracciare le fonti d’ispirazione utilizzate. 
Isolando un paio di episodi più dreamy, come l’ottima “Something’s Comin’ Over Me” e “Vlad”, il resto è un compito ben svolto sulla traccia di artisti come James Blake. Tra alti (molti) e bassi (pochi) il disco si fa ascoltare più che piacevolmente con alcuni highlight già da must, come “Bubblegum”, la glaciale “Winter Olympics” e “All The People Outside Are Killing My Feelings”. Un pelo distante si impone “Why Here Is She?”, dotata di un’oscurità che non t’aspetti.
Ovviamente spicca non poco il featuring con gli Aucan, sia per la sua validità, che per l’omogeneità del resto di questa opera prima: “In Love With Your Worst Side” pare proprio una spanna sopra tutti gli altri pezzi, ma sarà che sono un fanboy del trio di Brescia.
Grande attesa anche per loro al Traffic quindi, anche se la collocazione tra Mohko e Tim Exile rischia di smorzare un pelo gli animi.
Di seguito lo streaming di tutti i pezzi del disco su soundcloud, in ordine più o meno sparso.

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