Pop
Sub Pop / Mercury
2012
Il primo album dei Niki & The Dove è stato a lungo atteso e finalmente è tra noi da qualche settimana. L’attesa è stata così trepidante per diversi motivi: innanzitutto la band è da quasi due anni che pubblica singoli (con video stupendi) ed Ep e come se non bastasse sono rientrati nella ristrettissima cerchia dei BBC Sounds of 2012 (insieme a Michael Kiwanuka, Frank Ocean, Azealia Banks e Skrillex).
Non fatevi ingannare: ad un primo ascolto questo Instinct può sembrare l’ennesimo album di pop elettronico svedese (genere che ormai impervia e quasi infesta la musica), ma i Niki & The Dove si salvano proprio mentre la barca “affonda”.
Questo modo di fare synth-pop comincia a mostrare i suoi limiti e richiede rinnovamento (tant’è che artisti come Iamamiwhoami per il loro debutto su LP hanno scelto di omologarsi al dream-pop), ma Instinct, passatemi il paragone, come una tragedia euripidea esalta il genere e lo distrugge, imponendosi come la summa di tutto ciò che The Knife, Fever Ray, Robyn, Iamamiwhoami e, perché no, gli ABBA sono stati per la musica svedese e per la storia del pop, recente o meno che sia.
Per i fan del duo le sorprese in questo disco sono poche, perché come detto in apertura molti pezzi sono disponibili, tra video ed Ep, da molto tempo, ma è nel suo complesso che tutti pezzi vengono messi in risalto.
“Tomorrow” è palesemente figlia del duo di cui tutti attendono il ritorno: i The Knife (specialmente quelli di Deep Cuts) filtrati sotto luci coloratissime e vivaci non avrebbero potuto fare un pezzo migliore, pressoché perfetto, e lo stesso vale per “Mother Protect”.
Più club-oriented e ammiccante al mondo rave di Robyn sono “The Drummer” e “DJ, Ease My Mind” quest’ultima sconfinante nel tamarro, ma epica e romantica. Presenti all’appello ovviamente anche le ballate, come “In Our Eyes” e “Winterheart”, romantiche e mai banali.
Menzione d’onore per “The Genlte Roar”, uno dei pezzi migliori, coi i suoi cori che crescono su sussulto di bassi. Non possono poi certo mancare gli eighties, presenti sì in tutto il disco, ma in maniera massiccia in “Last Night”. Abbastanza incollocabile e proprio per questo uno dei migliori pezzi è “The Fox”, semplice tocco di genio prima delle peregrinazioni tribali e folli di “Under The Bridges”.
Complice anche la bella stagione, “Instinct” è un disco che grazie alla splendida voce di Malin Dahlström rimarrà nei nostri lettori mp3 per molto tempo. Il tempo necessario per cogliere le mille e coloratissime sfaccettature del disco è molto e, come si suol dire, in questo caso l’album cresce ad ogni ascolto, diventando da semplice compagno di docce una presenza fondamentale tra le uscite di quest’anno.
Sperando che i Niki & The Dove spicchino il volo (ehm…) come meritano, bisogna riconoscergli di aver raggiunto vette nel loro genere che sarà difficile eguagliare.


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