Attack the Block [Recensione]

Joe Corrish 
Fantascienza 
2011 
Chi scrive non ha apprezzato particolarmente “Super 8”; il citazionismo che confina nella scopiazzatura e il buonismo che avvolge ogni cosa rendevano il prodotto fuori tempo massimo. Ma soprattutto la mancanza di anima e lo spirito calcolatore di J. J. Abrams davano l’impressione di un prodotto non genuino e non un frutto di una sincera passione nostalgica.
Se anche voi siete rimasti insoddisfatti dalla stucchevolezza e dal gusto “vintage” del film di Abrams “Attack The Block” fa al caso vostro. Anche qui ragazzini alle prese con gli alieni (anche se un po’ più grandi, 14enni quelli americani 15enni quelli inglesi), ma la piega presa è completamente diversa.
Seguendo le orme delle serie tv inglesi di grosso appeal di pubblico e critica come “Skins” e “Misfits”, “Attack the Block” inserisce l’universo alieno all’interno di un quartiere problematico della periferia inglese in cui i margini tra buono e cattivo sono labili non solo tra alieni, ma soprattutto tra gli umani.
La passione “nerd” del regista qui sembra sincera e non calcolatrice, mentre il citazionismo è utilizzato in modo umoristico più come carburante per le battute pop dei ragazzini. Il modello di base sembra essere “L’alba dei morti dementi” di Edgar Wright, con cui condivide anche Nick Frost nel cast, qui in veste di coltivatore di marijuana.
Il design degli alieni stacca un po’ dai soliti extraterrestri insettiformi che piacciono tanto al cinema americano (“Avatar”, “Cloverfiel”, “District 9” e lo stesso “Super 8”) risultando fin dal look piuttosto ambigui eticamente, con delle fattezze a metà strada tra i “Pokémon” e “Monsters & Co.”.

L’esordio alla regia cinematografica di Joe Corrish (dopo anni di tv) è decisamente promettente, sa giocare con le ambiguità, gestisce bene le scene d’azione e l’umorismo è ovviamente il suo punto forte. Ma non è da sottovalutare anche l’abilità del regista nel gestire un cast di giovani attori, per lo più esordienti, facendoli risultare tutti credibili nei loro ruoli.
Come sceneggiatore una conferma ulteriore arriverà con “Le avventure di Tintin: Il segreto dell’unicorno” da lui scritto, assieme ad altri due genietti del cinema/televisione inglese come Edgar Wright e Steven Moffat.

Lascia un commento