Quando assisto a concerti di questo tipo non riesco a concentrarmi solo sulla musica.
C’è troppa immagine, troppa patina, per prendere in considerazione solo le canzoni.
E così ci si chiede: oltre a quel ciuffo, quella camicia sfacciatamente anni ’80 e quei colori sgargianti che rimandano ad una cultura 8-BIT così tanto figa, cosa c’è? C’è la sostanza, il piatto forte?
Per fortuna si.
Per il suo live Alan Palomo pesca stranamente in egual misura sia da Era Extraña, che dal suo primogenito Psychic Chasms, con una selezione lunga e incisiva di pezzi tratti dal disco d’esordio: “Local Joke”, “6669 (I don’t know if you know)”, “Psychic Chasms”, “Mind, Drips” e l’acclamata “Deadbeat Summer”.
Ma i pressati astanti si dimenano, come era prevedibile, principalmente per “Polish Girl” (ormai il suo cavallo da battaglia, il pezzo che la band esegue proprio con la faccia di chi sa che una buona metà della gente che li va a vedere conosce solo questa), “Arcade Blues” e la stupenda “Fallout“.
Dal vivo comunque molte delle pretese hypnagogiche/noise e compagnia bella vanno a farsi benedire e risalta l’anima più pop e new wave dal progetto Neon Indian: se infatti il gelido distacco e l’espressione distante di Palomo ben si sposano con le sue musiche sintetiche e vintage, in alcuni momenti, come in “Blindside Kiss” e “Hex Girlfriend”, la componente noise scompare quasi e rimangono “solo” delle belle canzoni pop, mentre nel caso dei pezzi vecchi a sacrificarsi è il sound lo-fi.
Non si tratta quindi del concerto della vita (nessuno se lo aspettava in fondo), ma comunque un piacevole ritorno al futuro.
PS: le infernali condizioni climatiche all’interno del locali mi impediscono di ricordare tutti i pezzi eseguiti, né tanto meno l’ordine di questi.
Queste sono quelle che sono sicuro che han fatto:
- Local Joke
- Hex Girlfriend
- The Blindside Kiss
- Future Sick
- 6669 (I Don’t Know If You Know)
- Fallout
- Arcade Blues
- Psychic Chasms
- Polish Girl
- Deadbeat Summer
- Ephemeral Artery

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