Post-dubstep
Hotflush Recordings
2010
Il riff di chitarra acustica semplice e minimale di “Adriatic” è un bel cambiamento nel metro, un riff che funge da punto di fuga in cui i delicati cocci di rumore restano in sospensione. Mentre “Mayor”, penultima traccia di questo “Crooks and Lovers“, partendo dal ritmo schizofrenico di “Field” e arrivando a toccare picchi danzanti forniti da un’ottima bassline introduttiva e da un’accattivante pugnalata vocale, presenta uno stile ancora più orientato al pop funky con la voce elusiva e saltellante che rende questo brano sicuramente il più vario dell’album.
In un genere nato nella generazione degli iPod, “Crooks and Lovers” si inserisce nel contesto musicale come un raro articolo, un album competente e ben strutturato che scorre da traccia a traccia in modo intelligente, non solo un insieme di suoni elettronici individuali progettati per l’impatto immediato e privo di sostanza.
Tutto, dalla dubstep alla techno, dal R&B all’indie-rock al free-jazz è rappresentato, un frammento alla volta, in questo bellissimo album dei Mount Kimbie. Sicuramente ha i suoi difetti, e il duo londinese avrà tempo e possibilità di migliorare ancora di più il tiro, ma sicuramente “Crooks and Lovers” si inserisce a pieno merito nella classifica dei migliori album di elettronica degli ultimi anni.


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