Recensione: Mount Kimbie – Crooks and Lovers

Post-dubstep
Hotflush Recordings
2010

I Mount Kimbie sono un duo elettronico inglese formato nel 2008 a Londra da Dominic Maker e Kai Campos. Con 5 EP e un LP all’attivo, i due musicisti inglesi sono al lavoro sul loro secondo album, e il loro album di debutto, “Crooks & Lovers“, uscito il 19 Luglio 2010, ha conquistato grande successo tra la critica che non si è risparmiata nel dare alti voti ai Mount Kimbie.

Liberamente archiviato sotto dubstep o electro-ambient, questa definizione non rende giustizia all’intelligente e minuziosa messa a punto dei brani di questa coppia londinese nel fare il loro mestiere. Questo album non è solo un delizioso mix di quanto c’è di bello nella musica elettronica moderna, ma serve anche a documentare in modo esauriente la fine “meno da club” del genere rispetto ai primi dieci anni del nuovo millennio. Naturalmente, è forte l’influenza dubstep (soprattutto i brani “Ruby” e “Would Know”), ma nel complesso è più affine a un downbeat alla Burial, uno stile in un certo modo acquoso. “Carbonated” e “Before I Move Off” sono entrambe molto affini e ispirate all’ambient e al lo-fi techno di Pantha Du Prince, mentre il basso post-dubstep di “Blind Night Errand” ruota e scivola attraverso le orecchie in un flusso sporco, sexy e viscoso.
Il riff di chitarra acustica semplice e minimale di “Adriatic” è un bel cambiamento nel metro, un riff che funge da punto di fuga in cui i delicati cocci di rumore restano in sospensione. Mentre “Mayor”, penultima traccia di questo “Crooks and Lovers“, partendo dal ritmo schizofrenico di “Field” e arrivando a toccare picchi danzanti forniti da un’ottima bassline introduttiva e da un’accattivante pugnalata vocale, presenta uno stile ancora più orientato al pop funky con la voce elusiva e saltellante che rende questo brano sicuramente il più vario dell’album.

In un genere nato nella generazione degli iPod, “Crooks and Lovers” si inserisce nel contesto musicale come un raro articolo, un album competente e ben strutturato che scorre da traccia a traccia in modo intelligente, non solo un insieme di suoni elettronici individuali progettati per l’impatto immediato e privo di sostanza.
Tutto, dalla dubstep alla techno, dal R&B all’indie-rock al free-jazz è rappresentato, un frammento alla volta, in questo bellissimo album dei Mount Kimbie. Sicuramente ha i suoi difetti, e il duo londinese avrà tempo e possibilità di migliorare ancora di più il tiro, ma sicuramente “Crooks and Lovers” si inserisce a pieno merito nella classifica dei migliori album di elettronica degli ultimi anni.



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