Il concerto inizia con Heidi Mortenson sul palco come opener. La cantante danese non sembra particolarmente a suo agio con il pubblico italiano, o forse è il pubblico italiano a non sentirsi a suo agio con lei, fattostà che nell’aria si respira un certo senso di tensione e svogliatezza piuttosto denso. La cantante sembra quasi non vedere l’ora di finire i suoi brani al più presto e scendere da quel palco, e il pubblico non sembra differire troppo dal suo pensiero. I brani sono piuttosto monotoni e talvolta sonniferi, la qualità c’è, ma forse sono l’energia e la verve a mancare, e cercando di giustificarla diciamo che l’ambiente in cui suonava non era forse di quelli che ti mettono più a tuo agio. Il pubblico era lì solo per ascoltare gli Austra.
Finalmente salgono sul palco Katie Stelmanis (cantante e leader della band), le sorelle Romy e Sari Lightman (coriste dal look particolare), Maya Postepski (batterista), Dorian Wolf (al basso) e Ryan Wonsiak (alla tastiera) e il concerto così tanto atteso ha inizio.La band esce di scena per poi rientrare con un encore in cui è “Spellwork” la protagonista, sapere che il concerto sta volgendo verso il termine lascia un po’ di tristezza ma la voglia di assaporare ogni singola nota di questo live è talmente forte che ci si lascia trasportare dal ritmo e si assorbe ogni emozione che la band canadese è in grado di trasmettere così magistralmente con la consapevolezza che questo concerto sarà difficile dimenticarlo per molto tempo.
Setlist del concerto:
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Young and Gay
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Hate Crime
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Lose It
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The Choke
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The Villain
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Darken Her Horse
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Shoot the Water
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(Unknown)(Lyrics: You can call me anytime …)
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Habitat
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The Future
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Beat and the PulseEncore:
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Identity
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Spellwork

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