Il Dittatore [Recensione]

Larry Charles
Commedia
2012

Squadra che vince non si cambia: dopo Borat e Bruno anche per il suo nuovo personaggio Sacha Baron Cohen affida la regia a Larry Charles. La differenza principale rispetto a queste due produzioni è che questo nuovo film non è più un insieme di sketch abbastanza scollegati tra di loro, ma si propone quasi come una commedia più articolata, su cui comunque dominano le scene assurde. Il Dittatore interpretato dal comico americano è il Generale Aladeen della Repubblica di Wadiya, una sorta di parodia di Saddam Hussein.
Accanto a Sacha Baron Cohen per innalzare esponenzialmente il livello di demenza della pellicola c’è l’attrice idolo della serie Scary Movie, Anna Faris, meglio nota come Cindy. Pur prestandosi a diverse scene divertenti il suo apporto è minino e al suo posto ci potrebbe esser stata chiunque. L’attenzione è ovviamente focalizzata sul Generale Aladeen, ma i problemi sono innumerevoli. Il suo personaggio arriva fuori tempo massimo: Saddam è fuori da un pezzo e tutta l’ironia possibile e immaginabile sul Medioriente va avanti dall’11 settembre 2001. Il modo in cui Sacha Baron Cohen ironizza sulle paure degli americani e sulle insensatezze delle dittature sa spesso di già visto o di inutilmente eccessivo. Per carità, intendiamoci: il film fa ridere sia con battute argute che con volgarità a cui neanche un Vanzina arriverebbe a cui, purtroppo, spesso è impossibile rimanere impassibili. Menzione d’onore per la scena sull’elicottero turistico intorno a New York, dove il Generale Aladeen e un suo amico parlano in arabo sempre più concitatamente davanti ad una terrorizzata tipica coppia americana che ha paura di star per assistere ad un attentato. 
La struttura più da film canonico non arricchisce il risultato, ma anzi lo appesantisce, facendo de Il Dittatore la prova più scadente (nonché il personaggio meno riuscito) di Sacha Baron Cohen. Replicare il successo di Borat pare ormai sempre più difficile.

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